(di Alessandro Andrelli) Sora pensava di aver visto tutto ed il contrario di tutto negli anni di amministrazione De Donatis, ma oramai è chiaro che non è così. Se da una parte, dopo danni infiniti ed irreparabili del peggior governo che mai si ricordi a memoria d’uomo, arrivano finalmente le dimissioni del sindaco (sembra di leggere la favola di Alice nel paese delle meraviglie), dall’altra partono immediatamente le consultazioni del presidente del consiglio per far in modo che le stesse vengano ritirate nei giorni ammessi per legge.
Una grande sceneggiata dove si cerca di salvare il salvabile perché nessuno vuole lasciare il proprio orticello ed i privilegi che ha. La verità è che non se ne vogliono andare e sono disposti a fare di tutto affinché ciò non avvenga. È ricominciata la vecchia tarantella del “do ut des”, perché se è vero che c’è chi “non s’abbotta” c’è anche chi “non l’assaggia” e strilla e batte i pugni sul tavolo e punta i piedi per terra. È bagarre. È gioco forza. È ricatto politico. Troppo determinanti sembrano essere le nuove assunzioni da fare in Ambiente, troppo importante appare l’asfalto elettorale e le lampadine da mettere a chi sì e a chi no (Sora aspetta ancora le spiegazioni di Lino Caschera su che fine hanno fatto i 45mila euro di materiale e lavori di pubblica illuminazione che sembrano spariti nel nulla), troppo grande la questione dei vigili urbani da gestire e troppo importante il potere, che permetterebbe di mettere a segno le cose che contano, per lasciare spazio e posto al commissario prefettizio. È meglio cedere qualcosa agli alzatori di mano, facendo “assaggiare anche a loro”, piuttosto che perdere il trono. Così ci si gioca il tutto per tutto, e si inizia a mercanteggiare. In uno scenario noto e scontato, che mostra una Sora che va sempre più giù, si inserisce anche una nota ufficiale del PD che, come atterrata da Marte, chiarisce la linea del partito. Peccato che i rappresentanti dello stesso in consiglio, la D’Orazio e Vinciguerra, abbiano fatto (solo pochi giorni prima del comunicato) esattamente il contrario dimostrando appoggio esplicito (la prima) e supporto (il secondo) al primo cittadino. Di certo, anche nel PD, la confusione sembra regnare sovrana e dall’esterno si percepisce che la mano destra non sa cosa faccia quella sinistra. È cosa vecchia del resto. E se a sinistra non appaiono chiare le posizioni, a destra i redditi zero attuali fanno pace (dopo anni) con i redditi zero del passato, per ritrovarsi tutti da una parte, pronti ad ingannare di nuovo i sorani. Da quanto si racconta in giro, Caschera, Bruni e Di Carlo sarebbero nuovamente amici e girerebbero in macchina insieme, impegnati a trovare accordi per tornare al comando. È davvero uno show. Chi va di qua, chi va di là, ma di fatto le facce sono sempre le stesse. Sora è spianata e i responsabili di tali macerie e debiti sono pronti a presentarsi di nuovo senza alcuna dignità politica. La cosa che appare evidente è che a Sora non pensa nessuno, perché interessa ben altro che, di certo, non sono i sorani. La città è stanca, la città guarda oltre, la città è pronta a cambiare… soffrire ancora non può ed a questo giro é determinata ad usare le mazze da golf. Almeno serviranno a qualcosa!!! Alessandro Andrelli
