FOCUS – Ripresa attività didattiche e scuola “estiva” per recuperare. La chiusura non è in contrasto al Covid?

Irene Mizzoni
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Nella mattinata odierna il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha tenuto un question time sulla prossima riapertura delle scuole. Il tema ruota intorno al rientro in totale sicurezza, la linea di Bianchi è «Riapriremo al più presto. Il Governo sta lavorando per far tornare gli studenti nelle aule imprimendo una vigorosa accelerazione al piano vaccinale».

Durante la seduta i deputati hanno evidenziato come nei paesi europei dove le scuole sono rimaste aperte non c’è stato, in definitiva, un incremento della curva pandemica e che “secondo il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie, la chiusura delle scuole non risulta essere, scientificamente, una misura di contrasto che possa incidere in modo significativo sul controllo della pandemia in corso”. Tornare a scuola consentirebbe agli studenti di recuperare i rapporti di socialità e ritrovare l’equilibrio psicofisico oltre che permettere ai genitori di riprendere l’attività lavorativa in maniera regolare. Il ministro Bianchi conferma che «La ripresa dell’attività didattica in presenza è un obiettivo prioritario che il Governo condivide pienamente». Il recente decreto “Sostegni” prevede risorse pari a 150milioni di euro, stanziati per «L’acquisto di ulteriori dispositivi di protezione e materiali per l’igiene individuale e degli ambienti, per predisporre presidi medico/sanitari di supporto all’attività di somministrazione di test diagnostici alla popolazione scolastica ed all’espletamento del contact tracing per il più efficace e tempestivo raccordo con i dipartimenti di prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali». Intanto prende corpo il progetto anticipato dal ministro dell’Istruzione relativamente ai corsi educativi nel periodo estivo, il mese di luglio ed i primi giorni di agosto, che coinvolge le scuole di ogni ordine e grado, elementari, medie e superiori: laboratori di gruppo e non per classi, il cui scopo è potenziare l’offerta formativa extracurricolare, recuperare le competenze di base e consolidare le discipline, arricchire le conoscenze, promuovere la specialità. La frequenza alle attività è facoltativa, non sono previsti appelli ed alcuna valutazione: il “periodo ponte” potrebbe includere iniziative teatrali, sport, spettacolo, coding, fotografia, visite in città. Il Direttore dell’Ufficio Scolastico della Regione Lazio ha già dato la disponibilità in tal senso: la scuola in estate si può fare. Mentre il ritorno in classe per il prossimo a/s 2021/22 sembrerebbe sia stato fissato al 1° settembre. Sara Pacitto
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