ESCLUSIVA Anagni / Roma – A tu per tu con il Premio Oscar Gianni Quaranta

Ettore Cesaritti
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Il Maestro Gianni Quaranta, insignito dei più prestigiosi riconoscimenti tra i quali un Premio Oscar, è protagonista indiscusso di un mondo in cui la fantasia esalta la realtà, donando spiritualità alla tradizione e al desiderio

La pandemia in atto è un freno per le attività in genere; mortifica pure il mondo dell’Arte? “Certamente! Il mondo dell’Arte è fatto di incontri ed il momento unico che stiamo vivendo è mortificante per tutti, in modo particolare per gli artisti la cultura dei quali, si basa soprattutto sulla conoscenza, sulla possibilità di poter viaggiare, che oggi ci è proibito, di vedere musei, che oggi sono chiusi, di conoscere persone nuove che oggi non ci è permesso incontrare. Al momento ci è impedita quella socialità che consente il confronto. Questi fattori che vengono a mancare sono, secondo me, i pilastri sui quali si basa il mondo di un artista che ha bisogno di esprimere le sue tematiche esistenziali. Anche se supportati da una tecnologia straordinariamente all’avanguardia, penso ad Internet, ritengo che essa non sia sufficiente a competere con la realtà delle cose, con la visione al naturale, con la palpabilità del momento della scoperta: è avvilente vivere solo in un mondo cosiddetto “virtuale”. Speriamo che questo sia soltanto una piccola parentesi della nostra vita e che tutto possa tornare ad essere come prima, anche se, credo, come prima non sarà più”. Come reagisce, e cosa prevede e programma un artista geniale come Gianni Quaranta? “Per quanto mi riguarda, nonostante io, come tutti, stia subendo questa situazione, cerco di reagire per non “morire”. Ogni mattina, tenuto conto che non posso uscire, rifletto su cosa fare e mi organizzo in casa occupando il mio tempo in modo costruttivo. Trascorro le giornate senza tralasciare i miei interessi. In effetti mi dedico a tante attività: leggo, scrivo, disegno, ascolto musica, guardo film, telefono ai miei cari, agli amici, alle tante persone che conosco per non perdere il filo che mi lega alla vita esterna. Programmo giorno dopo giorno lavori che spero, prima o poi, di poter concretamente realizzare perché comunque il mondo continua a girare e questa pandemia avrà pure una fine. Dedico particolare attenzione alla preparazione di progetti che mi sono stati commissionati con lo stesso spirito ed entusiasmo di prima. Attraverso Internet ed i miei tanti libri, faccio ricerche, mi documento ed impronto i miei lavori di regia e scenografia. Certo, fare i sopralluoghi dal vero per la realizzazione di un film è tutta un’altra cosa… Realizzare tutto questo da casa è alquanto penalizzante: mancano le emozioni della scoperta dei luoghi che stai cercando, gli odori dei campi che attraversi, il vociare delle persone, l’incontro con i passanti ai quali, magari, chiedi solo un’informazione. Alle volte mi sento come un sordomuto e mi rendo conto della difficoltà che questi ha nel quotidiano. Attualmente sto lavorando alla scenografia di un film ambientato a Torino, con Franco Nero protagonista e regista allo stesso tempo. Il progetto, che si era fermato a causa della pandemia, sta ripartendo con l’impegno e la volontà di tutti di portarlo a termine. Mi sto dedicando inoltre alla stesura di una sceneggiatura basata sul racconto breve di una scrittrice, che tratta della condizione femminile. La storia mi ha commosso profondamente ed intendo realizzarne un film. Da qualche giorno poi, sto catalogando i miei lavori. Questo mi è indispensabile nella ricerca sia materiale che mentale per agevolare l’autrice impegnata nella stesura di un libro sulla mia vita fornendole tutta la documentazione necessaria. Personalmente, mi manca molto quello che prima davo per scontato: per esempio, fare una semplice passeggiata nei bei posti che abbiamo qui a Roma e discutere con qualcuno dell’essenza del mio lavoro: l’Arte alla quale io ho dedicato tutta la vita”.  Jackal https://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Quaranta  
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