In occasione della Giornata Nazionale in Ricordo delle Vittime del Covid, istituita appunto per commemorare i numerosi decessi provocati dal virus, anche la città di Arpino piange i suoi cari defunti.
Nella serata dello scorso 20 aprile si ebbe la triste notizia della dipartita del caro Antonio di Folco. Tonino, così come lo conoscevano tutti, è stato il primo contagio registrato ad Arpino, comunicato dal sindaco Renato Rea il 15 marzo, in seguito alla conferma ufficiale data dalla ASL. Purtroppo, dopo oltre un mese tra alti e bassi, mentre era ricoverato presso il reparto di Terapia Intensiva dell’ospedale “Spaziani” di Frosinone, il pover’uomo non ce l’ha fatta. Solamente il giorno precedente si era avuto il decesso di Pietro Diamanti, 46 anni di Ceprano: Pietro ed Antonio accomunati dallo stesso sciagurato destino, le prime due vittime del Covid in Ciociaria. Tonino aveva 64anni, abitava con la sua famiglia il località Collemagnavino. Conosciuto e stimato da tutti, era una persona meravigliosa che si distingueva per la sua gentilezza e disponibilità, sempre con il sorriso sul volto. Aveva lavorato in Cotral, come autista, appassionato e praticante del gioco delle bocce tanto da fondare la società “Petanclub” di Arpino. Da sempre devoto, partecipava attivamente all’organizzazione dei festeggiamenti dedicati alla Madonna della Divina Provvidenza, nella zona in cui risiedeva. La comunità lo ricorda con affetto e rinnova il suo cordoglio alla moglie Lidia, alle figlie Silvia e Cristina, ai generi ed ai parenti tutti. Anche il sindaco Renato Rea ha voluto dedicare un messaggio di vicinanza alle famiglie investite da questa tragedia «Il pensiero va a tutte le persone colpite dal Covid in modo così brutale. Anche se purtroppo si registra una crescita dei contagi su tutto il territorio nazionale, la speranza è riposta nell’intensificazione delle vaccinazioni, affinché si raggiunga presto l’immunità della popolazione necessaria a debellare il virus». Il ricordo di Tonino è il ricordo di tutti coloro che, successivamente, sono stati strappati alla vita a causa del Covid: un pensiero per le famiglie che, nella più grande tristezza, hanno perso un congiunto; un grande in bocca al lupo a quanti ancora stanno combattendo, a loro vanno gli auguri di pronta guarigione. Il 18 marzo dello scorso anno i camion dell’esercito percorrevano le strade di Bergamo carichi di defunti: centinaia di bare destinate alla cremazione. Un’immagine che ha immortalato una disgrazia immane, un’immagine rimasta simbolo di questa maledetta pandemia che continua a seminare morte. Il ricordo struggente di ogni singola vittima del Covid è tutti i giorni, soprattutto nelle famiglie colpite da questo drammatico epilogo. Sara Pacitto
