Il primo rimpasto di Giunta del sindaco Daniele Natalia insediatosi a Palazzo d’Iseo a giugno del 2018. I consiglieri comunali di minoranza evidenziano che non c’è nessun cambio sostanzioso, a parte l’ingresso di Giuseppe De Luca, il resto rimane invariato.
Questa la nota stampa: “La città è allo sbando e Natalia si diverte a giocare con l’assegnazione delle deleghe assessorili, ma il fallimento è ormai sotto gli occhi di tutti. È un modo di fare politica visto e rivisto il suo, che non porta e non porterà nulla di buono per la città. Il suo fallimento più grande poi è quello sulla politica sanitaria dove abbiamo capito essere ormai isolato. E quindi anche la stessa città soffre questo isolamento politico perché politicamente non siamo credibili. Che senso ha questo rimpasto? Nessuno! Non cambia nulla. Rafforza la figura del vice sindaco sicuramente. Ma in tre anni D’Ercole non è riuscito a fare nulla di significativo per la città. Noi ancora aspettiamo di vedere l’intervento della frana a Rio Bersò, il quale doveva partire, per sue parole proferite durante il penultimo consiglio comunale, entro i primi mesi del 2021. Voi lo avete visto? Noi no. Ci lascia poi fortemente perplessi l’affidamento di una materia importante come la pubblica istruzione all’assessore Retarvi, che non ha brillato nel gestire il commercio anagnino prima e dopo l’emergenza Covid e che non abbiamo mai sentito in consiglio comunale. Forse è timida. Condividiamo l’unica cosa sensata che ha fatto il sindaco e cioè quella di togliere la delega al bilancio a Carlo Marino. Anche se non gli andava proprio affidata un delega del genere perché era chiaro a tutti che nel gestirla era molto in difficoltà, per non dire altro. Detto ciò ribadiamo che per Anagni non cambia nulla. È una città isolata, abbandonata, gestita da una maggioranza che non ha per la città un progetto amministrativo e politico, la quale vive di slogan, saccenza e improvvisazione.” Anna Ammanniti
