Roma / Cisterna di Latina – Processo Mariottini, parlano le difese

Alessandro Andrelli
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Processo Mariottini, si torna nell’aula bunker di Rebibbia a Roma Sotto accusa per il reato di omicidio volontario, violenza sessuale e cessione di sostanze stupefacenti a minori Mamadou Gara, Brian Minteh, entrambi del Senegal, il nigeriano Chima Alinno e Yusuf Salia.

Tutti e quattro sono accusati a vario titolo di aver determinato la morte di Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina trovata senza vita il 19 ottobre del 2019 all’interno di uno stabile abbandonato del quartiere San Lorenzo a Roma. Secondo le accuse del Pm i quattro avrebbero abusato a turno della ragazzina dopo che l’avevano costretta ad assumere un mix di droghe letali. Ad incastrare i quattro imputati le tracce del loro Dna. Ieri mattina in udienza hanno discusso gli avvocati Ilaria Angelini e Roberta Mancuso, difensori rispettivamente di Mamadou Gara e Yussef Salia. Per quanto riguarda l’avvocato Angelini che ha discusso per circa tre ore e mezza, ha chiesto assoluzione per tutti i capi di imputazione di cui al decreto che dispone il giudizio, anche per la violenza sessuale perché a suo avviso c’è stato il rapporto ma era consensuale. Il legale difensore di Mamadou Gara. ha chiesto l’assoluzione per quanto riguarda la cessione e somministrazione delle sostanze stupefacenti alla minore al fine di ridurla in uno stato di inferiorità per poi poterne abusare. Il legale ha poi riferito in aula che il suo assistito non è mai stato uno spacciatore. L’imputato è accusato della cessione del “Rivotril,” ma il principio attivo di questo farmaco non è stato rinvenuto nel corpo della ragazza. Da qui la richiesta di assoluzione per non aver commesso il fatto. L’imputato poi, subito dopo il il rapporto, si era allontanato da via dei Lucani per non farne più ritorno. A questo da aggiungere che a detta dei testimoni non avrebbe impedito i soccorsi né risulta tra quelli che sono scappati quando si accorgono che la ragazza era morta. Per quanto riguarda la difesa di Yussef Salia , l’avvocato Roberta Mancuso ha fatto una ricostruzione dettagliata dei fatti. A Salia, ricordiamo vienne addebitata la cessione del metadone perchè ne faceva uso. E la ragazza secondo quanto riportato dal medico legale che ha effettuato l’autopsia sarebbe morta per overdose di metadone. In aula si tornerà il 27 gennaio per le conclusioni delle discussioni della difesa. Mar. Ming.
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