Continua la campagna di vaccinazione contro il Covid-19 in tutto il mondo. I dati di ieri ci dicono che sono circa 37 milioni le persone che hanno ricevuto la prima dose, più di 2 milioni anche con la seconda. Gli Stati Uniti hanno il primato delle inoculazioni, segue la Cina, mentre in Israele l’immunoprofilassi prosegue più velocemente.
Sia il vaccino Pfizer “Comirnaty” che il vaccino “Moderna” contengono una molecola messaggero, mRNA, in grado di stimolare il sistema immunitario affinché l’organismo produca la proteina spike presente anche sul virus: a questo punto le cellule creeranno gli anticorpi in grado di contrastare il Covid-19. Ambedue i vaccini, quindi, non contengono il virus e non possono provocare la malattia e, come informa l’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, “hanno un’efficacia molto elevata, pressoché uguale, sono entrambi molto sicuri, con effetti collaterali modesti ed in gran parte risolti in pochi giorni, senza necessità di interventi”. Sui rispettivi bugiardini sono riportate tutte le indicazioni circa gli effetti collaterali più o meno comuni, quelli gravi, rari e non noti. Una curiosità di questi ultimi giorni riguarda proprio gli effetti collaterali: chi risarcirà i cittadini in caso di danni riconducibili all’immunoprofilassi? Sappiamo che le case farmaceutiche produttrici hanno stipulato dei contatti con Unione Europea, ma non sono ben note le clausole relative ad eventuali contenziosi. Parrebbe che i danni verranno saldati dalle stesse aziende farmaceutiche, successivamente rimborsate dai rispettivi governi con i soldi dei cittadini. È quanto emerge nell’unico documento reso pubblico dall’azienda CureVac: In effetti non è stato confermato che le clausole siamo uguali in tutti i contratti ma la stessa Commissione UE ha spiegato che le case farmaceutiche hanno richiesto precise garanzia in tal senso. Non si placa la polemica sollevata in Parlamento Europeo da alcuni eurodeputati che invocano assoluta trasparenza sui vaccini: il contatto di CureVac è stato messo a disposizione degli Europarlamentari per soli 50 minuti, vietando foto ed appunti. Molti paragrafi erano oscurati da omissis. Ne è comunque emerso che la Commissione riconosce le tempistiche accelerate della sperimentazione «in circostanze eccezionali della pandemia, che ha causato la necessità di sviluppare nuovi vaccini ad una velocità senza precedenti, per consentire una scala molto ampia di immunizzazione» per cui la casa farmaceutica «in nessuna circostanza può garantire o assumersi alcuna responsabilità che il prodotto (il vaccino) produca i risultati desiderati o essere senza effetti collaterali inaccettabili». Per questi motivi gli Stati membri «condivideranno i rischi e saranno obbligati ad indennizzare il contraente (la casa farmaceutica) in caso di responsabilità sostenuta, liquidazioni e costi relativi a reclami di terzi». Il passaggio che scioglie ogni dubbio in merito è il seguente «ciascuno Stato membro dovrà indennizzare il contraente (la casa farmaceutica), le sue affiliate, i subappaltatori ed i sub-licenziati, compresi i partner contrattuali coinvolti ricerca, sviluppo, produzione e/o consegna, i funzionari, i dirigenti, i dipendenti e altri agenti, rappresentanti e fornitori di servizi, per responsabilità sostenute in relazione a danni personali, danni materiali e perdite». Le eccezioni previste dal contratto che sollevano gli stati membri dai risarcimenti sono coperte da omissis. Un successivo paragrafo spiega quali siano le “perdite”, ovvero i danni soggetti al risarcimento «responsabilità nei confronti della parte lesa per morte, lesioni fisiche, mentali o emotivi, malattia, disabilità, costo dell’assistenza, perdita o danno alla proprietà, perdita di guadagni e interruzione dell’attività; tutti i costi ragionevoli e necessari relativi a tali perdite, comprese le spese legali, gli onorari di esperti e altre spese di contenzioso o di transazione». Bruxelles continua a tacere su questo delicato nodo delle responsabilità giuridiche, motivo anche di indugio nel contratto con Pfizer/BionTech, per cui i vaccini sono arrivati in Italia con evidente ritardo. I cittadini sono legittimati a conoscere tutti i dettagli che riguardano questa delicata ed importante circostanza. Sara Pacitto
