Lea Gigli ha formalmente presentato le sue dimissioni da vice presidente del Comitato Carnello spiegando di non riconoscersi più in quel progetto; un progetto, quello dei comitati di quartiere voluto dall’amministrazione comunale, che inizialmente aveva sposato con entusiasmo.
Da allora ne è passata d’acqua sotto i ponti, sono passati mesi e anni ed i problemi di Carnello sono tutti lì. Così, coerentemente, ha scelto di fare un passo se non indietro, di lato. Si è infatti attivata da semplice cittadina e insieme a lei, molti altri residenti hanno sottoscritto una petizione attraverso la quale hanno avanzato delle richieste al Comune: la cittadinanza vuole vivere in un luogo tranquillo e sicuro, dove la pubblica illuminazione funzioni, dove le auto non sfreccino a velocità preoccupante e le strade siano decorose. Richieste del tutto legittime che dovrebbero trovare subito l’impegno del Comune. Per ora invece, quello che l’ex vice presidente del Comitato ha ottenuto è “un attacco personale” da parte di un componente del gruppo del sindaco che l’ha “spinta in avanti” accusandola di guardare alle comunali. “Di tutte le risposte che potevo aspettarmi – ha detto – non mi aspettavo di certo un attacco alla mia persona. Non ho nulla contro il comitato né nulla da obbiettare alle parole del sindaco che è stato corretto ma questo non vale per gli altri che, ripeto, sono andati sul personale e non lo accetto”. “La petizione non l’ho presentata da sola – spiega – ma con 70 cittadini”. “Non ho alcun interesse personale – tiene a sottolineare Lea Gigli – L’unico motivo che mi muove è che i problemi di Carnello vengano affrontati e risolti. Ad onor del vero dico che dal Comune sono intervenuti solo sulla pubblica illuminazione ma riguardo le condizioni dell’asfalto e delle velocità delle auto, nulla è stato ancora fatto. Non c’è alcuna volontà di fare polemica, se si sono già attivati per risolvere i problemi che abbiamo evidenziati con l’esposto basta comunicarcelo”. Del resto se il motto scelto dal Governo locale è O con noi o contro di noi, è automatico che un rompete le righe che scompiglia le carte comporti un tentativo di delegittimare quel cittadino che vuole partecipare ma non accetta passivamente ogni cosa. IreMiz
