FOCUS CORONAVIRUS – Esercito Italiano: medici ed infermieri a supporto del Servizio Sanitario

Anna Ammanniti
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( di Anna Ammanniti) È incessante l’impegno del Ministero della Difesa per fronteggiare l’emergenza Covid-19. L’Esercito Italiano sta schierando personale e strutture a supporto del Servizio Sanitario Nazionale. Sono schierati dal 30 ottobre nel Lazio 19 Drive-Through-Difesa dell’Operazione Igea, 3 in Umbria e 5 nelle Marche.

Le Forze Armate, su indicazione del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, sono impegnate a fronteggiare l’emergenza sanitaria, mettendo a disposizione dei cittadini e delle Istituzioni molteplici capacità a supporto del Sistema Sanitario Nazionale, per contrastare la pandemia Covid-19. Il COI, attraverso una sala operativa dedicata al Covid, operativa 24 ore su 24, 7 giorni su 7, condivide le informazioni di interesse con la Protezione Civile Nazionale e gli altri Dicasteri impegnati a fronteggiare l’emergenza sanitaria. A tale scopo 20 Ufficiali medici di collegamento e coordinamento, uno per regione, fanno da tramite per rappresentare le esigenze delle aziende sanitarie locali e gli assessorati regionali alla salute. Nell’ambito dell’Operazione IGEA  sono stati schierati 19 Drive Through Difesa (DTD) nel Lazio, 3 in Umbria, 5 nelle Marche. In totale sono 200 i DTD resi disponibili dalla Difesa; di questi 124 sono quelli attivati per l’impiego sulla base delle richieste ricevute dalle regioni. Presso il Centro Covid-19 del Policlinico Militare “Celio” di Roma sono ricoverati circa 100 pazienti Covid, di cui 60 civili. La struttura, che ha di recente portato a 28 le sale di degenza, è oggi considerata un centro di riferimento nella capitale per i malati di Covid-19, che vengono ospitati anche presso le strutture del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito. Al Centro ospedaliero militare di Milano sono ricoverati circa 20 concittadini contagiati dal virus e trasportati in ambulanza dai vicini ospedali “Luigi Sacco” e “Fatebenefratelli”. L’ala del complesso ospedaliero che li ospita, oltre alle sale di degenza, è fornita di un’area di biocontenimento, ambulatori e un dipartimento militare di medicina legale. Un nuovo laboratorio mobile di analisi è aperto da ieri anche in Campania, a Caserta, incrementando le capacità delle Aziende sanitarie locali nell’effettuazione dell’analisi dei tamponi biomolecolari. Il laboratorio, in grado di processare 200 tamponi al giorno in supporto al Drive through della Difesa attivato oggi stesso nella città di Caserta, è stato allestito dal 7° Reggimento Difesa CBRN (Chimico, Biologico, Radiologico e Nucleare) “Cremona”, con tecnici del Dipartimento Scientifico del “Celio”. Sono stati attivati anche laboratori a Padova e Milano. Questi ultimi si affiancano, rispettivamente al Dipartimento Militare di Medicina Legale e al Centro Ospedaliero Militare che, a sua volta, concorre alla campagna vaccinale regionale a favore della cittadinanza e, soprattutto, delle persone con fragilità riconosciuta. Dai primi di novembre nuove strutture diagnostiche saranno attive a Cagliari e Messina. I laboratori messi a disposizione dalle Forze Armate italiane nell’ambito dell’”Operazione Igea” della Difesa saranno in grado di eseguire, a pieno regime, fino a 30.000 test settimanali. Le strutture mobili sono collegate in telemedicina con il Dipartimento medico scientifico del “Celio”, dal quale vengono fornite indicazioni sui protocolli di refertazione. Nell’area della città militare della Cecchignola, dove da giorni è attivo il Drive through dell’Esercito, i militari hanno iniziato a supportare il personale sanitario della ASL Roma 2 per effettuare tamponi ai bambini provenienti dal Reparto di pediatria dell’Ospedale “Sant’Eugenio”. In seguito alla richiesta avanzata dall’Unità di Crisi del Piemonte, l’Esercito sta montando delle tensostrutture modulari riscaldate presso alcuni ospedali per contribuire a gestire il sovraffollamento dei posti di degenza a bassa intensità. La prima è stata realizzata presso l’ospedale di Rivoli (TO). Il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini: “Il personale militare, con grande senso dello Stato e delle Istituzioni, sta operando in tutta Italia sotto il coordinamento dello Stato Maggiore della Difesa e del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), in sinergia con il Dipartimento della Protezione Civile e con il Ministero della Salute. La Sanità Militare, con le sue specificità nel campo medico e ricerca, ha dimostrato in questi mesi la sua importanza e il valore strategico e questo ulteriore supporto, in collaborazione con il Ministero della Salute, consentirà di poter garantire un controllo ancora più capillare sul territorio. Ringrazio ancora una volta i nostri soldati, i medici, tutto il personale sanitario e tutti i militari che in silenzio operano senza sosta in questa lotta. L’impegno di tutti unisce il Paese”. Inoltre, entro la fine del mese, al fine di incrementare anche le capacità di analisi dei tamponi, saranno 12 i laboratori analisi della Difesa che verranno messi a disposizione, in grado di eseguire circa 19.000 test settimanali, oltre a quelli già disponibili oggi presso l’ospedale militare Celio di Roma, l’Istituto di Medicina Aerospaziale dell’Aeronautica Militare (IMAS) di Roma, il Centro Medico Ospedaliero (COM) di Milano e il Dipartimento di medicina legale (DMML) di Padova. Entro il prossimo fine settimana saranno operativi ulteriori 2 laboratori, uno presso il Centro Ospedaliero Militare di Taranto e uno presso l’infermeria presidiaria della Marina Militare di Augusta (SR). Gli altri cinque entro fine mese a La Spezia, Cagliari, Messina, Ancona, Napoli e Milano. Questa mattina il premier Giuseppe Conte nel suo intervento alla Camera ha detto che il quadro della pandemia in Europa è particolarmente critico. Il presidente ha fornito una serie di dati sull’epidemia che comprendono le misure sanitarie applicate nel nostro Paese. Attualmente i posti letto occupati in terapia intensiva sono poco più della metà di quelli disponibili. E’ preoccupante l’affollamento degli ospedali, soprattutto nei reparti “no Covid”. In caso di necessità sono pronti ad intervenire 453 medici militari. Anna Ammanniti
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