Valdivio non ce l’ha fatta; la sua tempra d’acciaio, che aveva accettato e vinto tante sfide, ha ceduto alla malattia che aveva minato il suo corpo ma non il suo spirito
Il commerciante per antonomasia, il macellaio che richiamava nel paese dei Monti Lepini frotte di romani desiderosi di gustare cose buone, dopo la chiusura del negozio dava una mano alle attività di famiglia. Senza trascurare le tradizioni locali, alle quali era legato secondo gli insegnamenti di mamma Lina. E, soprattutto, senza lesinare aiuto a chi ne aveva bisogno. La sua generosità, la sua lealtà ed il suo altruismo erano noti anche fuori dei confini ciociari. Valdivio lascia la famiglia priva del faro che da sempre illuminava un cammino fatto di sacrifici e di successi. Tutti gli sgurgolani, nessuno escluso, piangono una gran brava persona. Jackal
