Nella mattinata di ieri le classi III A e III B del Liceo Classico “Tulliano”, insieme alle insegnanti prof.ssa Stefania Martini e Daniela Lecce, hanno partecipato in diretta streaming alla seduta plenaria del Parlamento Europeo per assistere alla cerimonia di conferimento del Premio Sacharov 2020.
Il Premio Sacharov è il massimo riconoscimento che l’Unione Europea conferisce agli sforzi compiuti a favore dei diritti dell’uomo: il merito venne attribuito per la prima volta nel 1988 a Nelson Mandela e ad Anatolij Marčenko. Quest’anno il Parlamento Europeo ha assegnato il premio “per la libertà di pensiero” all’opposizione democratica bielorussa, che da mesi protesta pacificamente contro la rielezione del presidente Lukashenko.
I liceali hanno seguito la cerimonia con particolare interesse, per cui hanno voluto condividere l’emozione del momento con alcune riflessioni «Partecipare alla premiazione del Premio Sacharov, di importanza vitale per l’affermazione dei diritti umani in tutto il mondo, è stato un onore per noi studenti. Il momento di riflessione e soprattutto l’intervista alla cestista bielorussa Yelena Leuchanka, che ha preceduto la premiazione ufficiale, è stata un’occasione per sentirci più vicini a realtà che ci sembrano surreali nel XXI secolo, come in particolare quella in Bielorussia, poiché si danno per scontati diritti che ancora non sono riconosciuti in alcuni paesi. L’opposizione bielorussa, premiata per la terza volta in 20 anni con il Premio Sacharov, lotta tutti i giorni contro il regime che impone loro il silenzio e per tutti i componenti, tra cui Svjatlana Cichanoŭskaja rappresentante di questo gruppo di donne e uomini impavidi, questa è “la partita più importante della propria vita”. Abbiamo ascoltato parole di combattenti e queste ci sono state di grande ispirazione, poiché riponiamo la nostra fiducia in un futuro in cui tutti abbiamo gli stessi diritti, senza alcuna discriminazione né restrizione. La nostra più grande speranza è partecipare attivamente alla costruzione di questo futuro attraverso determinazione e coraggio, di diventare cittadini migliori grazie a esperienze importanti come quella che abbiamo vissuto oggi».
Le nuove generazioni prendano coscienza che i “diritti dell’uomo” non sono semplicemente un espediente per organizzare una prestigiosa cerimonia di premiazione, ma valori essenziali che molte persone hanno difeso e continuano a difendere con il sangue della determinazione e del coraggio. Queste particolari circostanze, come il Premio Sacharov, sono “vetrina” di realtà che spesso ignoriamo o non conosciamo: le toccanti testimonianze siano esempio concreto che i diritti dell’uomo sono inviolabili, una prerogativa per ogni essere umano.
Sara Pacitto
