Frosinone – Libri: “Giona. Quando i profughi eravamo noi” del ciociaro Carlo Ruggiero

Alessandro Andrelli
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Una strana foto, sgualcita, sgranata, nebbiosa. E un trafiletto su un vecchio giornale. Due pezzi di carta stropicciata, roba vecchia, scovata nel fondo di un cassetto tutto scheggiato. E’ l’inizio di un lungo viaggio nella storia di una famiglia in fuga, Giona. Quando i profughi eravamo noi, di Carlo Ruggiero, autore classe ’77 di Frosinone, in uscita per Round Robin editrice proprio oggi, 25 aprile 2016.

La storia di due adulti, una ragazzina e tre bambini che hanno patito la fame e il freddo, e che hanno guardato la morte in faccia più volte. Gente maltrattata, rinchiusa, umiliata, gente che si è persa per poi ritrovarsi. Eppure non erano somali, siriani o afghani, e nemmeno curdi. Venivano tutti da Coreno Ausonio, un paesino arroccato sui monti Aurunci, in provincia di Frosinone. Fuggivano dalle bombe che cadevano su Montecassino. “Per settant’anni questi fatti sono rimasti sepolti sotto due dita di polvere, annacquati nel chiacchiericcio quotidiano. Poi sono stati tirati fuori, e per farlo si è dovuto scavare a fondo – si legge nella presentazione del libro -. Quando si scava, però, di solito ci si sporca le mani e c’è sempre il rischio di graffiarsi. E di scontrarsi con un presente fatto di muri alzati in fretta e furia, di frontiere di filo spinato e indifferenza, di una violenza senza fine. Un presente, insomma, non molto diverso da quel nostro passato”. La storia raccontata in questo libro non è certo unica e irripetibile. Sarebbe potuta accadere in qualsiasi epoca e in qualsiasi luogo. Anzi, con ogni probabilità, ora, sta accadendo di nuovo. Perché la Storia (quella con la S maiuscola) si ripete sempre. La prima volta come tragedia, e la seconda pure. Il titolo del libro scritto da Carlo Ruggiero per la collana narrativa “Babordo” è: “Giona (Quando i profughi eravamo noi)”. 288 pagine (15 €) di grande intensità, che riporta chiaramente all’attualità e al ben noto fenomeno dell’immigrazione che sta travolgendo tutta l’Europa, in primis l’Italia. Carlo Ruggiero, che nel 2014 aveva raccontato l’inquinamento del fiume Sacco nel libro: “Cattive Acque”, è nato a Frosinone nel 1977. Giornalista professionista e film-maker. Dopo la laurea in Letteratura italiana moderna e contemporanea, ha iniziato a lavorare come autore e regista in canali televisivi satellitari e nella web-tv del Centenario della Cgil. È autore di diversi docu-film, ha pubblicato due reportage narrativi: “Una pietra sul passato” (Ediesse 2012) e come detto “Cattive acque”(Round Robin 2014). Attualmente scrive e filma per la cooperativa di giornalisti Edit.Coop. A questo link maggiori informazioni sul libro appena pubblicato: clicca qui . Alessandro Andrelli
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