Sora – Una pallottola che è pesata per 6 lunghi anni. Assolto il vigile che aveva esploso il colpo

Sara Pacitto
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Una sentenza attesa per lungo tempo, che ha sciolto ogni dubbio ed ha restituito la dignità ad un uomo.

Il procedimento a carico di un agente della Polizia Municipale di Sora, imputato del reato di cui all’art. 590 del codice penale, ovvero lesioni personali colpose: i fatti risalgono al 6 maggio 2014, era un martedì, svoltisi presso l’Auditorium comunale della città fluviale, in piazza Mayer Ross. Durante una sessione di esercitazione tenuta dal colonnello istruttore Salvino Paternò, ex comandante del reparto operativo dei Carabinieri di Rieti, l’agente di polizia locale R.C., all’epoca 42enne, aveva inavvertitamente esploso un colpo con l’arma da fuoco in dotazione. Il colpo, partito accidentalmente, aveva raggiunto l’istruttore Paternò perforandogli l’inguine. A causa dell’evento, l’istruttore era stato convalescente per oltre 40 giorni ma non sporse denuncia, evidentemente consapevole dell’assoluta fatalità che aveva determinato la circostanza. Il vigile veniva accusato di “lesioni personali gravi per avere indirizzato la pistola verso l’istruttore e per aver poi esploso il colpo al suo indirizzo, in violazione delle misure di sicurezza idonee ad evitare pericoli”. La svolta ad inizio settimana: il Giudice Monocratico del Tribunale di Cassino, a seguito di una lunga istruttoria, ha rigettato le accuse pronunciando la sentenza di “non doversi a procedere”. Accolte in toto le richieste della difesa, curata dagli avvocati Antonio Carugno ed Angelo Pollino. Dopo oltre 6 anni si chiude una vicenda che è emotivamente pesata sull”accusato”. Sara Pacitto
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