Questa sera che si fa? andiamo a pattinare su via Pietro Nenni. E domani mattina che facciamo? anche, torniamo a pattinare su via Pietro Nenni. E lo si può fare nel pieno rispetto delle disposizioni orarie antiCovid: con queste temperature la lastra di ghiaccio è assicurata già prima delle 22:00 ed ovviamente brilla con le prime luci dell’alba, dopo le 05:00.
Una circostanza già trattata in diverse occasioni da Tg24.info, la quale, nonostante il rischio evidente, non trova opportuna soluzione. Su via Pietro Nenni, la strada provinciale che da Arpino conduce a Carnello, l’acqua scorre abbondantemente, tutti i giorni, tutte le notti. Che sia una perdita dovuta alla rottura della conduttura idrica, che sia un versamento causato dalle cunette ostruite, che sia il deflusso proveniente dal drenaggio del terreno, fatto è che la carreggiata è costantemente interessata dallo scorrimento di acqua.
È intollerabile che l’Ente non consideri questo inconfutabile pericolo e, negli anni, non abbia cercato un’adeguata risoluzione: l’unica garanzia è l’insidia. Un “azzardo” con la sorte: l’eventualità che qualche veicolo pattini sulle lastre di ghiaccio che si formano nel periodo invernale è incontrovertibile. Piuttosto che andare incontro ad una irrimediabile tragedia non sarebbe più semplice trovare un rimedio? Sicuramente non è necessario interpellare architetti di fama internazionale come Renzo Piano o Santiago Calatrava per rialzare di qualche centimetro l'”argine” della cunetta, affinché l’acqua non fluisca fuori il canale di scolo. È inaccettabile che si pensi di apporre un segnale di pericolo ed ignorare, anno dopo anno, il pericolo stesso.
I veicoli che transitano sul tratto di strada interessato viaggiono a passo d’uomo, ma non può essere questa la risoluzione. Si auspica che l’Amministrazione Comunale e le forze dell’ordine si interessino alla circostanza e sollecitino l’Ente provinciale per un tempestivo intervento di messa in sicurezza.
Sara Pacitto
