Delitto di Desiree Mariottini, la corte di assise del Tribunale di Roma accoglie la richiesta presentata dall’avvocato Ilaria Angelini di effettuare una la perizia dattiloscopica sui farmaci che sarebbero stati assunti dalla vittima e che l’avrebbero condotta alla morte.
Nella fase delle indagini preliminari l’avvocato Ilaria Angelini aveva chiesto un supplemento di consulenza in quanto negli esami peritali non erano state analizzate le scatole dei farmaci che avrebbero fatto parte di quel mix letale che aveva portato al decesso della ragazzina di Cisterna di Latina. Tra questi metadone e cocaina. Il consulente di parte Nicola Caprioli avrebbe sostenuto che durante le operazioni peritali le scatole non erano state analizzate. Da alcune informazioni raccolte sembra che su questi farmaci non siano state rinvenute impronte degli imputati e nemmeno della vittima. L’avvocato Angelini ha chiesto anche una integrazione di perizia per altre due scatole di farmaci che erano state repertate e sequestrate. Anche all’esito di questa integrazione non sarebbero emerse impronte se non una non riconducibile ai quattro imputati e nemmeno alla vittima. Nella giornata di domani inizierà la requisitoria dei pubblici ministeri. La vicenda risale al 19 ottobre del 2018 quando la ragazzina di 16 anni venne ritrovata cadavere in uno stabile abbandonato in via dei Lucani a Roma nel quartiere di San Lorenzo. Drogata e stuprata la minorenne sarebbe morta a causa di una massiccia assunzione di droga e psicofarmaci. Per questo omicidio sono finiti in carcere Mamadou Gara di 27 anni (difeso dall’avvocato Angelini) Brian Minteh di 43 anni e il nigeriano Alinno Chima di 46 anni. Mar.Ming.
