Nuovi progetti di sensibilizzazione e di prevenzione, nuove strutture di accoglienza, nuove forme di sostegno per le vittime. Sono questi i principali obiettivi del “Piano regionale triennale attuativo degli interventi e delle misure per contrastare la violenza di genere” approvato dalla Giunta della Regione Lazio così come previsto dalla legge regionale 19 marzo 2014, n. 4 sul riordino delle disposizioni in tema di contrasto alla violenza di genere. A presentare il nuovo Piano regionale triennale è stato oggi il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti in occasione della visita a Roma al centro Maree gestito dall’associazione Differenza Donna che si occupa di donne in difficoltà, uno dei centri antiviolenza istituiti dall’ex provincia di Roma e presi in carico dalla Regione Lazio.
Nel prossimo futuro, grazie a 3 milioni di euro di fondi regionali, alla ripartizione del Fondo nazionale per le Pari opportunità (2,3 milioni per il 2017) e al Fondo Sociale europeo (2 mln per il triennio 2017/2019) verranno attuate molteplici azioni: verrà avviato, per la prima volta nel Lazio, un monitoraggio – a cura del neo osservatorio regionale sulle pari opportunità e la violenza sulle donne – per capire la portata del fenomeno e il fabbisogno di nuovi interventi. La rete dei servizi antiviolenza sarà ulteriormente estesa. Grazie a un nuovo finanziamento di 600mila euro, approvato dalla Giunta Zingaretti, entro aprile 2018 verranno attivati altri 9 centri antiviolenza nei seguenti distretti socio-assistenziali: Roma Capitale (2 centri); distretti di Guidonia Montecelio, Ardea, Monteporzio Catone, Albano Laziale, consorzio intercomunale Valle del Tevere-Formello (Città metropolitana di Roma); distretto di Formia (provincia di Latina); consorzio Comuni del Cassinate (provincia di Frosinone). I nove nuovi centri si aggiungeranno ai 25 già finanziati dalla Regione Lazio: la rete regionale viene quindi estesa a 34 strutture (24 centri antiviolenza e 10 case rifugio), più del doppio rispetto alle 14 sostenute dalla Regione nel 2013. Verranno finanziati corsi di formazione per le operatrici e gli operatori sanitari, socio-sanitari e psico-sociali che lavorano nei servizi di emergenza del servizio sanitario regionale. La formazione sarà realizzata anche grazie al contributo delle operatrici dei centri antiviolenza e delle case rifugio che fanno parte della rete regionale dei servizi. Verrà estesa alle donne vittime di violenza l’attivazione dei contratti di ricollocazione già utilizzati dalla Regione Lazio per altre categorie socialmente fragili, per costruire un percorso personalizzato di assistenza e accompagnamento al lavoro delle vittime e per permettere la loro uscita dal contesto familiare violento. Saranno previsti anche percorsi di sostegno all’autonomia abitativa. Infine, verrà realizzata e informatizzata la mappatura di tutti i soggetti che erogano servizi per il contrasto alla violenza di genere, dai centri antiviolenza alle case rifugio e per la semiautonomia, fino ai programmi per uomini maltrattanti. Non mancheranno, come già in passato, campagne di sensibilizzazione e progetti nelle scuole, rafforzando la mobilitazione culturale a cui già migliaia di studenti del Lazio hanno partecipato. Non mancheranno programmi dedicati agli uomini, per radicare nel mondo maschile la cultura del rispetto e correggere i comportamenti aggressivi. Non ultimo, verrà esteso il contributo a favore delle figlie e dei figli le cui madri siano state vittime di femminicidio, già introdotto nel Lazio nel 2016 con un bando pubblico dedicato.
