Alvito – Parco, denunciato raccoglitore abusivo. Scatta la protesta dei tartufai

Caterina Paglia
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Raccoglie tartufi nel Parco nazionale, 56enne di Alvito denunciato.

Nei giorni scorsi, a seguito di un servizio mirato alla prevenzione di attività abusive, i Guardiaparco hanno effettuato un sequestro nei pressi di Forca D’Acero (Comune di San Donato), in un’area ricadente nel Comune di Pescasseroli. I vigilanti hanno individuato il raccoglitore abusivo dopo aver accertato la presenza di un’auto, seguito le tracce sulla neve dell’uomo e dei due cani che lo accompagnavano, aver scoperto diverse buche dove erano stati cavati i tartufi, senza che le stesse fossero correttamente richiuse, come prevede la norma. In sostanza, dopo i vari accertamenti sul caso, all’uomo sono state contestate diverse violazioni, in quanto non era munito di autorizzazione del Parco, non possedeva un vanghetto per la raccolta e neppure aveva provveduto alla chiusura delle buche. In aggiunta al tutto è stata inoltre contestata la violazione sulle norme antiCovid. Al 56enne sono stati sequestrati i tartufi raccolti, circa 1 Kg, che andranno distribuiti in una Residenza per Anziani. Si tratta dell’ennesimo gravissimo episodio avvenuto all’interno del Parco, in un periodo molto particolare e di crisi, ai danni dell’ecosistema e delle persone oneste che svolgono questo lavoro. Oggi però, in risposta a questa denuncia, scendono in campo alcuni tartufai di Alvito e dintorni che, seppure accettano di buon grado le sanzioni contro gli abusivi, chiedono anche un maggiore supporto da parte dell’Ente Parco. “Il Parco impone da tempo le sue leggi ai tartufai – spiegano – e spesso ci sentiamo estranei a casa nostra. Sono di Alvito e non dovrei sentirmi straniero nel territorio di Valle Lattara, ad esempio. Per ogni metro va inoltrata una domanda al Comune e al Parco, dopodiché è possibile percorrere alcune zone (limitate). Con il primo lockdown siamo arrivati all’esasperazione e il Parco ci ha tagliato le gambe, anziché venire in nostro supporto. Aldilà dei tartufai abusivi, esistono tanti professionisti corretti che stanno penando per arrivare alla fine del mese. Il Parco deve rivedere le leggi interne e concretizzare quell’idea che vedeva tartufai, cacciatori e naturalisti convivere insieme, nel massimo rispetto delle norme. Nel frattempo, però, non riteniamo giusto essere perseguiti e denunciati, mentre i veri ladri sono in giro e spaventano davvero intere cittadine”. Un duro sfogo di un vasto gruppo di tartufai che denuncia le irregolarità, ma che chiede un vero punto di incontro con il Parco, al fine di lavorare correttamente. Caterina Paglia
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