San Giovanni Incarico – La Finanza sequestra immobili per 250mila euro all’ex sindaco Salvati

Carlo Capone
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Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Frosinone hanno dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dal Tribunale di Cassino nei confronti di Antonio Salvati, già presidente dell’Unione dei Comuni “Antica Terra di Lavoro” e sindaco di San Giovanni Incarico. Ricordiamo che l’ex primo cittadino è stato arrestato per concussione e da ultimo, con provvedimento del Ministero dell’Interno, radiato dall’albo dei Segretari comunali.

Secondo l’ipotesi accusatoria, nella sua qualità di Presidente dell’Unione Comuni, Antonio Salvati si sarebbe fatto consegnare somme di denaro dal rappresentante di una cooperativa di Arce impegnata nell’accoglienza dei migranti, 250.000 euro al fine di ottenere il pagamento delle prestazioni erogate in favore dell’Ente Pubblico. Il tutto tra il 2013 e il 2017. Dai riscontri effettuati, in particolare, emerge che il profitto del reato ascritto sarebbe stato destinato all’acquisto di beni immobili, nel dettaglio un appartamento con garage intestato al coniuge del Salvati, sito nel quartiere Collatino a Roma. Per questo motivo, al termine degli accertamenti, il Tribunale di Cassino ha emesso nei confronti dell’imputato un decreto di sequestro ex art. 321 c.p.p. finalizzato alla confisca diretta ovvero “per equivalente”, ex art. 322-ter c.p., per un importo di € 250.000, in quanto profitto del reato di cui all’art. 317 c.p. Le Fiamme Gialle del Gruppo di Cassino, su delega del Sostituto Procuratore della Repubblica di Cassino Alfredo Mattei, hanno effettuato specifici accertamenti volti alla ricostruzione della consistenza e della composizione del patrimonio di Antonio Salvati. Gli accertamenti di natura economico-finanziaria, estesi anche ai conti bancari e alle possidenze di familiari e conviventi, hanno consentito di ricostruire i passaggi di denaro e le transazioni effettuate nel periodo di commissione delle condotte criminose. Dai riscontri effettuati, in particolare, sarebbe emerso che il profitto del reato ascritto sarebbe stato destinato all’acquisto di beni immobili, nel dettaglio un appartamento a Roma. CAP
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