Anagni – La battaglia di Alessandra contro il Cancro, vinta col sorriso e tanto dolore

Anna Ammanniti
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La forza di combattere contro il cancro, una malattia che richiede grande coraggio, un percorso difficile. Il cancro è una malattia subdola che fa ancora più leva sulla debolezza del malato. In questa malattia la forza, la positività, l’ottimismo, la tenacia, il sorriso, diventano le mosse vincenti e Alessandra Di Marcelli è la dimostrazione che non arrendersi al cancro, significa arginarlo fino a sconfiggerlo. E come dice lei, anche se a volte la vita toglie, a volte dà e la vita stessa diventa un grande dono.

Alessandra Di Marcelli, anagnina di 43 anni è riuscita a sconfiggere un tumore all’utero, tanto dolore per una vita che prende una strada diversa da quella che avevi progettato, che avevi sognato, ma Alessandra non si è arresa e testimonia il suo “ritorno alla vita”, questo il suo messaggio di coraggio. “Questa è la storia di un sogno infranto … di una vita che improvvisamente ti cambia tutte le carte in tavola, Questa è semplicemente la mia storia. Era il 16 novembre di 14 anni fa ero una giovane donna di 29 anni, mi ero appena sposata. Mi recai nello studio della mia ginecologa “Lea Panepuccia” per una visita di controllo. Le mie aspettative erano di accertarmi che fosse tutto a posto per poter affrontare una gravidanza. Il mio cuore era colmo di gioia, la mia mente era già proiettata a quella prima ecografia, a quel battito che ti fa piangere di gioia, improvvisamente la stanza da bianca diventò nera, quel sogno divenne un incubo, il medico mi disse che dovevo andare subito a fare una biopsia, perché c’era qualcosa che non andava. Mi consigliò di andare dal professor Vincenzo Scotto Di Palumbo, il quale mi spiegò tutta la mia situazione ...”Lei ha un cancro. Dobbiamo capire la natura, se operabile e in caso fosse operabile deve fare delle cure, ma non potrà avere figli.” Il mio cuore smise di battere, per un istante, ebbi l’impressione di non avere più il pavimento sotto i piedi, la mia mente continuava a vedere quell’ecografia, che fluttuava nello spazio come una piuma impalpabile e lontana. Non pensavo altro, il tumore e la sua possibile inoperabilità erano il mio ultimo pensiero. Da quel maledetto giorno non feci altro che piangere tutti i giorni. Travolta nel vortice di esami, interventi e cure tra radio e chemio che sono devastanti, sia a livello fisico che mentale, ma l’unica azione che intraprendevo era piangere. La vita toglie e la vita dà, mi aveva tolto la possibilità di diventare madre, ma mi aveva lasciato vivere. Per me non era più sopportabile, la vivevo come una punizione. Fino a quando l’11 marzo mia sorella mi fece il regalo più bello della mia vita, mi comunicò che era in dolce attesa. Il mio cuore iniziò a battere forte, iniziò di nuovo a distinguere i colori, vivevo i giorni nell’attesa di conoscere mio nipote. Mi aveva salvato, aveva dato un senso alla mia vita! Il giorno in cui nacque Luigi conobbi il mio angelo, colui che con il suo battito di cuoricino fece di nuovo battere il mio. La mia voglia di vivere e lottare si chiama” Luigi e Greta “. Da quel giorno decisi anche di scattare una foto al giorno perché ogni giorno per me è una vittoria.” Anna Ammanniti
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