Già in diverse occasioni il cliente si era rivolto alla stessa hall del noto supermercato di Isola del Liri per lamentare la situazione, ma senza alcun esito: gli operatori rispondevano di non avere spazio sufficiente affinché i bancali di acqua potessero essere stipati in magazzino.
Per cui il giovane si è trovato costretto a denunciare, segnalando l’inadempienza ai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Latina, inoltrando anche la documentazione video/fotografica dell’inopportuna abitudine. Inopportuna e dannosa per la salute dei consumatori. Non importa quanto tempo siano rimaste sul piazzale in attesa di essere sistemate nei depositi oppure collocate sugli scaffali. Lasciare sotto il sole le bottiglie che contengono acqua, vino, olio o altre bibite è reato, di cui all’articolo 5 della legge 283/82, perché rientrano nella categoria degli alimenti deteriorabili: il calore ed i raggi del sole possono alterarne il contenuto ed il Pet, potenzialmente, potrebbe contaminare ulteriormente il prodotto. I commercianti hanno l’obbligo di “limitare il rischio” e devono usare tutte le accortezze necessarie per preservare la salute dei consumatori. Il cattivo stato di conservazione, in questo caso, è un’infrazione di “pericolo presunto con anticipazione della soglia di punibilità per la rilevanza del bene protetto, ovvero la salute, sicché il reato sì concretizza anche senza effettivo accertamento del danno al bene protetto”. La salute viene prima di tutto: se esposte al caldo ed al sole, le bibite possono deteriorarsi. Inoltre la plastica tende a riscaldarsi e rilascia delle particelle dannose, che verranno ingerite dal consumatore. Avete mai letto la dicitura impressa su tutte le confezioni che recita chiaramente “conservare al riparo della luce solare e da fonti di calore, in un luogo pulito, asciutto, fresco e senza odori”? Le sanzioni previste per i commercianti che non rispettano le regole in tal senso possono arrivare fino a 1.500euro. Nel caso specifico, il reato è stato confermato dalle ispezioni dei NAS di Latina, i quali hanno avuto prova che l’acqua era rimasta esposta al sole, tra l’altro in un periodo in cui le temperature erano ancora elevate: i carabinieri hanno portato a termine questa importante operazione per la sicurezza alimentare con il sequestro penale probatorio delle confezioni in cattivo stato di conservazione. Adesso, all’interno del supermercato in questione, i bancali di acqua vengono regolarmente ed adeguatamente stipati nei locali. Un ringraziamento al giovane cliente, residente ad Arpino, che con grande caparbietà ha “preteso” il rispetto della salute del consumatore, la salute di tutti. Con l’auspicio che la vicenda sia da deterrente e scoraggi questa infausta e pericolosa abitudine. Un appello anche agli acquirenti, in qualità di consumatore finale, che stiano un tantino più attenti ai loro diritti, soprattutto quando ne vale la salute: laddove la negligenza insiste, è legittimo e doveroso appellarsi alle Forze dell’Ordine affinché si facciano specifici controlli e vengano applicate le relative sanzioni. Sara Pacitto
