Uilfpl Frosinone ha inviato una importante missiva segnalandoe criticità vari reparti Ospedale “F. Spaziani” di Frosinone.
Nell’elencare questa lunga serie di criticità presenti nell’Ospedale di Frosinone sembra quasi di scrivere la storiella delle scarpe di cartone ossia dello scarso equipaggiamento del quale erano dotati i nostri soldati durante la seconda guerra mondiale per la campagna di Russia. Ma vediamo di seguito qual è l’elenco delle problematiche raccolte in vari reparti dalla scrivente O.S. riguardo all’organizzazione dei servizi anche in relazione all’emergenza COVID: a) Pronto soccorso – i DPI scarseggiano; – i percorsi sono male organizzati e mal gestiti. La sala per la vestizione è svestizione del personale è posizionata alla fine del percorso d’ingresso, cosa alquanto assurda perché gli operatori devono attraversare tutta la corsia per indossare almeno una mascherina con pazienti sospetti o addirittura positivi al COVID che entrano ed escono dalla TAC. A tal proposito non c’è stata nemmeno una riunione per far fronte alla problematica e cercare quindi una soluzione; – mancano i presìdi per la movimentazione dei pazienti sulle barelle. Ad esempio quando i pazienti non autonomi vengono portati ad effettuare esami strumentali o consulenze, si incontrano difficoltà a posizionare i pazienti dispnoici o con grave insufficienza respiratoria in posizione semi seduta; – l’elettrocardiografo è in costante manutenzione; – mancano i saturimetri, gli sfigmomanometri portatili; – i monitor delle sale sono danneggiati e malfunzionanti; – le sale sono in disordine; – mancano le scorte dei farmaci perché a causa dei gravosi carichi di lavoro il personale infermieristico non riesce ad adempiere puntualmente alla tenuta degli armadi; – mancano i registri per apporre firme riguardo ai controlli dei presìdi, dei farmaci, ecc.; – manca il materiale per il paziente ortopedico perché dopo lo spostamento dell’ortopedia ad Alatri il P.S. non ha più in dotazione ad esempio nemmeno una, banale stecca di Zimmer per effettuare anche una momentanea immobilizzazione prima di inviare il paziente in consulenza; – manca una linea di condotta sullo spostamento dei pazienti dalle sale in OBI come ad esempio stabilire un numero massimo che può essere raggiunto in riferimento al personale assegnato; l’assegnazione del personale alle sale o all’OBI non viene certificata esponendo in questo modo lo stesso ad eventuali responsabilità medico-legali in caso di chiamata dell’autorità giudiziaria; – manca l’affiancamento del personale neoassunto o neoinserito nell’organigramma. Basterebbe assemblare i gruppi in modo da poter affiancare un esperto e un “neo-inserito” variando le postazioni e placando cosi il malcontento di chi costantemente viene assegnato in OBI; – mancano i corsi di aggiornamento obbligatori. L’aggiornamento del personale è necessario soprattutto per ricoprire postazioni come il TRIAGE dove sono ammessi soltanto infermieri abilitati con un corso da effettuare dopo almeno sei mesi di esperienza in pronto soccorso. b) Malattie infettive – contenitori pieni sia sul percorso sporco che su quello pulito; – mancanza di collaborazione per il personale infermieristico che deve sopperire anche alle carenze dell’assistenza alberghiera; – problemi per la ditta esterna ad assicurare la pulizia dei locali; – mancata sanificazione delle stanze; c) Medicina – si fa carico di 18 guardie di notte con solI 5 medici; – non esiste un reperibile per la pneumologia; – deve assistere 64 pazienti dislocati su piani ed edifici differenti d) Medicina d’urgenza – non ha la cucina; – non esiste locale per vestizione e svestizione; – manca uno spogliatoio per gli OSS; – manca un ingresso per far passare il vitto ed un’uscita per le salme. Si tratta di un elenco di criticità, peraltro sicuramente incompleto, alle quali è necessario comunque dare risposte concrete ed immediate per cercare di lasciare sul campo il minor numero possibile di caduti! Vista la diversa gravità e la varia natura delle segnalazioni l’impressione è che molte di queste disfunzioni derivino dalla mancanza di raccordo e di coordinamento tra le varie strutture deputate alla loro gestione per cui si invitano i responsabili in indirizzo, ognuno per la parte di propria competenza, ad espletare ogni utile tentativo per porvi al più presto rimedio. Così il sub-commissario con delega alla Sanità pubblica, Maurizio Palombi.
