Provincia – CORONAVIRUS, la testimonianza di un operatore del 118 in “prima linea”

Francesca Merolle
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Lunghi giorni e lunghe notti in attesa a bordo di un’ambulanza. Con malati o sospetti Covid. Le ore passano fuori dall’ospedale del capoluogo. Così un infermiere racconta il suo turno di servizio. Parliamo del 118 e quindi di chi, da inizio pandemia, vive il covid non per sentito dire ma in prima persona. L’infermiere (la cui identità rimarrà anonima per rispettare la privacy) si abbandona ad alcuni sfoghi sui social. Soprattutto, si avverte la preoccupazione per la tenuta del sistema che fa i conti con i tanti casi emersi con l’aumento dei tamponi.

“NOTTE DI LAVORO NEL TEMPO DEL COVID: ORE 19 di ieri sera inizia il mio turno di lavoro. ORE 21.20 arriva la chiamata della centrale per un soccorso,  uno dei tanti sospetti covid. Una volta preso il paziente lo portiamo all’ospedale covid di Frosinone. Giunti al P.S. troviamo un’ambulanza in attesa ore 21:50 circa. La fila dei mezzi fermi si allunga arriviamo a 6 ambulanze. Verso l’una e mezza finalmente iniziano ad accettare i pazienti parcheggiati sui mezzi, le temperature esterne   sono abbastanza basse. il freddo inizia a sentirsi. Sorpresa ricoverano solo coloro che sono covid accertati (che hanno una diagnosi fatta con il tampone) gli altri devono aspettare.  ORE 2.30 sempre in attesa con il paziente in ambulanza, le temperature si sono abbassate ulteriormente. ORE 03:00 sempre fermi  nella stessa condizione, due ambulanze con i pazienti dentro, nel frattempo ne arriva  un’altra che si mette disciplinatamente in coda. ORE 3:20 lo sconforto ed il nervosismo iniziano  a farsi  sentire, il paziente si è appisolato sopraffatto dalla stanchezza e dalla febbre. Si intravede movimento all’interno, finalmente accettano il paziente che si trova sul mezzo che cronologicamente sta prima di noi (era  arrivato alle ore 21.00) . ORE 4.00 circa  accettano  anche il nostro paziente.  Funziona tutto o non funziona nulla? Quasi 6 ore di attesa al freddo di una notte autunnale per un posto letto… Però siamo nel tempo del coronavirus”.

“Questo è il pronto soccorso dell’ospedale di Frosinone poco fa. Le foto le hanno mandate i miei colleghi che da questa mattina alle 12:00 aspettano che venga accettata la persona soccorsa che staziona nell’ambulanza. Siamo al tracollo e si va avanti così da giorni senza che nessuno riesca a dare una risposta organizzativa, senza che nessuno riesca a modificare questa situazione. È iniziata da poco l’ennesima lunga notte di attesa che segue l’ennesimo lungo giorno di attesa”.

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