FOCUS – Coronavirus, le restrizioni per contenere il contagio nei paesi europei più colpiti

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Continuano a salire i contagi, il Covid 19 non frena la sua corsa infettando a ritmo sostenuto tutto il globo.

La pandemia da febbraio scorso ha causato nel mondo più di un milione di morti, cambiando inesorabilmente il modo di vivere di tutti. In Italia il governo sta adottando una serie di restrizioni per scongiurare un nuovo lockdown. In Europa i contagi sono saliti a dismisura toccando quota 9 milioni di positivi con più di 230 mila morti. In Italia da lunedì scorso sono chiuse palestre e piscine e le attività di ristorazione abbassano le serrande alle ore 18, per poi dedicarsi all’asporto e al servizio a domicilio. Come si stanno adeguando in Europa i Paesi più colpiti? In Francia il presidente Emmanuel Macron ieri sera ha annunciato un nuovo lockdown per un periodo di 30 giorni, a partire dal 30 ottobre. In Germania la cancelliera Angela Merkel ha comunicato al Paese un “lockdown light” per le attività commerciali. A partire da lunedì 2 novembre resteranno chiusi ristoranti, bar, teatri, cinema e palestre. Aperti negozi, asili e scuole, le manifestazioni sportive saranno senza spettatori. Il Regno Unito è stato inserito dall’Oms tra i paesi in cui la situazione dell’epidemia è più preoccupante. Il primo ministro Boris Johnson dallo scorso 12 ottobre ha attuato le restrizioni per contenere la diffusione del Covid. L’Inghilterra è stata divisa in tre aree a seconda del rischio di contagio: medio, alto e molto alto. Nelle aree in cui i livelli di contagio sono bassi restano in vigore le misure decise dal governo il 22 settembre.  Nelle zone considerate a rischio alto è vietato alle persone di diversi gruppi familiari di incontrarsi sia in casa che in bar e ristoranti. Per le aree ad alto rischio è prevista la chiusura di bar, pub, palestre e sale da gioco, mentre i ristoranti dovranno chiudere alle 22. In Spagna il primo ministro Pedro Sánchez il 25 ottobre ha firmato lo stato d’allarme che resterà in vigore fino al 10 novembre. Stabilito il coprifuoco nazionale dalle 23 alle 6 del mattino. Il Paese più colpito dalla seconda ondata della pandemia è il Belgio. Il governo di Alexander de Croo ha introdotto un coprifuoco notturno in tutto il Paese, sta valutando in queste ultime ore la possibilità di un nuovo lockdown generalizzato. Dal 13 ottobre e fino al 3 novembre in Repubblica Ceca scuole e bar devono restare chiusi, mentre i ristoranti possono vendere solo cibo da asporto fino alle 20. Le lezioni per tutte le classi scolastiche si svolgono da remoto. Il ministro della Sanità Roman Prymula ha avvisato che se la gente non rispetterà le misure, il governo sarà costretto a prendere provvedimenti più duri. In Olanda il premier Mark Rutte ha ordinato dal 14 ottobre un lockdown parziale per contenere l’impennata dei nuovi contagi. Chiusi bar, caffè e ristoranti. Anna Ammanniti
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