Pescosolido – CORONAVIRUS, la testimonianza di un paziente positivo: “Abbandonato da 18 giorni”

Alessandro Andrelli
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“Purtroppo mi sono ritrovato contagiato ed abbandonato. La Asl, ente preposto che dovrebbe fornire certezze ed assistenza anche solo telefonica per i malati meno gravi, ci abbandona a noi stessi”. Si apre così la lettera sfogo di un paziente malato Covid di Pescosolido. La lettera inviata in redazione è firmata ma per rispetto della privacy eviteremo di pubblicare il nome dell’uomo.

“Le telefonate – scrive – si susseguono con la speranza che qualcuno dell’ ufficio preposto risponda e ti dia risposte o semplicemente ti prenoti per un tampone. Nella giornata di ieri 20 ottobre, dopo 18 giorni di quarantena e dopo aver provato invano a mettermi in contatto con la asl di Sora (più di 400 telefonate ai diversi numeri nelle giornate di sabato, domenica e lunedì) ho dovuto interessare i carabinieri e, solo grazie al loro intervento, sono riuscito a prenotare il tampone per me e mia moglie. La situazione contagi peggiora di giorno in giorno e l’ ammalato viene abbandonato con tutto il suo carico di preoccupazione e disperazione.  Auspico che il presidente Zingaretti insieme al suo assessore alla sanità si prodighi per far fronte alle carenze organizzative scaturite dai provvedimenti (tagli) che ha fatto alla Sanità nel Lazio e nella fattispecie in Ciociaria. Siamo abbandonati a noi stessi. Che Dio ci dia forza e salute” Angela Nicoletti
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