Anagni – Eurozinco liberata dalle auto dopo la visita dei Carabinieri Forestali

Ettore Cesaritti
2 MIn Lettura
Al blitz dei Carabinieri Forestali accompagnati da agenti della Polizia Locale e dai tecnici di Arpa Lazio, ha fatto seguito nei giorni antecedenti Ferragosto la venuta del curatore/liquidatore.

Il rappresentante dei creditori era stato invitato dagli inquirenti per spiegare la situazione relativa alla giacenza di un enorme quantitativo di acidi all’interno delle vasche che si trovano nel corpo centrale dello stabilimento. Pare che lo stesso curatore abbia provato a tranquillizzare, dichiarando di aver avviato la procedura di svuotamento delle vasche, con annessi smaltimento degli acidi e messa in sicurezza del sito. Agli occhi delle divise e dei loro accompagnatori era apparso evidente lo stato disastroso delle strutture, soprattutto quelle metalliche, probabilmente danneggiate in maniera irreversibile dalla evaporizzazione e dalle esalazioni degli acidi. Circostanza che pone una domanda obbligata: “come poter chiedere sei milioni di euro ai possibili acquirenti, se si tratta di un capannone da demolire e null’altro che un piazzale esterno?”. Proprio sul piazzale, poi, erano state notate le migliaia di autovetture stipate da circa un anno, proprietà di una società che pare avesse stilato un contratto di locazione onerosa con Eurozinco. Un’attività para commerciale contestata dal Comune che aveva rigettato la Scia (procedura semplificata), agendo come molla propulsiva alla decisione di togliere le automobili. L’amministrazione comunale potrebbe, anzi dovrebbe richiedere ad Eurozinco o alla società di movimento auto, l’importo dovuto per la tariffa Tarsu. Si tratterebbe di una cifra vicina ai cinquecentomila euro, scaturita dai 10 euro al metro quadrato per i 50mila metri quadri di superficie. Il mezzo milione, o la cifra esatta che gli uffici comunali debbono calcolare e richiedere, andrebbe decurtata dal bilancio di previsione alla voce riguardante gli oneri a carico dei cittadini tenuti a sostenere per intero il gravame del servizio di Igiene Urbana. Intanto gli ex lavoratori Eurozinco, stanchi di promesse non mantenute, continuano a chiedere il riconoscimento e l’accredito delle vecchie spettanze. Jackal
Condividi questo articolo
Nessun commento