Arpino – Prima che tetto e canna fumaria crollino sulle teste dei bambini… chi interviene? (foto)

Sara Pacitto
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Torna al centro dell’attenzione lo stabile in via Vittorio Colonna, l’ex palestra, che grazie ad una convenzione sottoscritta 7 anni addietro da Amministrazione Comunale ed Ater, venne destinato all’housing sociale, ovvero all’offerta di alloggi in vendita o in affitto a prezzi calmierati, rivolta a soggetti che, esclusi per ragioni di reddito dall’accesso all’edilizia residenziale pubblica, non sono in grado di sostenere i costi del mercato immobiliare: le cosiddette case popolari.

Una struttura ormai “risucchiata” dal degrado e dal totale abbandono: nonostante gli appelli e le segnalazioni dei cittadini, il pressing incalzante dell’opposizione consiliare, l’interessamento della stampa, le interrogazioni in Regione, nessuna evoluzione circa gli evidenti rischi rappresentati dalle precarie condizioni in cui versa l’immobile, non solamente all’interno ma anche e soprattutto nel perimetro esterno. Con una determina degli ultimi giorni vengono impegnati 2000euro per il “noleggio di un’autoscala con operatore”, al fine di rimuovere alcune vetrate pericolanti; come si legge nell’atto “premesso che è necessario ed urgente procedere alla messa in sicurezza dei locali dell’ex palestra in via Vittorio Colonna, attraverso un intervento di rimozione di lastre di vetro instabili poste ad un’altezza ragguardevole, a tutela della pubblica e privata incolumità, come richiesto anche per le vie brevi dai Carabinieri della Stazione di Arpino”. Un intervento troppo minimale quando invece è necessaria una attenta disamina per l’edificio dell’ex palestra con annessa la vecchia conceria: ciò che resta del tetto continua a crollare, gli accessi sono facilmente valicabili, cornicioni e quant’altro sono a rischio cedimento, una canna fumaria che da sulla strada minaccia di cadere sulle teste dei passanti o sugli autoveicoli in transito (leggi qui ). L’inopportuno disinteresse degli Enti preposti è ancor più riprovevole se si considera che la struttura affaccia su una strada principale, è ubicata dinanzi la sede dell’Istituto che ospita le scuole elementari e medie nel centro di Arpino, immediatamente adiacenti anche una palestra che conta numerosi iscritti e diverse attività commerciali. Inoltre c’è la questione della destinazione delle “case popolari”: sembrerebbe che i lavori pagati con il denaro dei contribuenti siano stati portati a termine in quattro appartamenti, ultimati già da tempo, ma non essendo stati ancora consegnati ai legittimi assegnatari, restano sconosciute le condizioni in cui versano dopo tanti anni di abbandono. Soldi pubblici già investiti che vanno deteriorandosi insieme allo stabile in questione, mentre chi ha diritto all’alloggio rimane a vivere nelle sue difficoltà, aspettando di godere del beneficio acquisito. A metà giugno dell’anno scorso il consigliere regionale Loreto Marcelli aveva interessato il presidente della Commissione Urbanistica alla Pisana, raggiungendo poi il presidente Zingaretti e l’assessore delle Politiche abitative con un’interrogazione scritta. Sono seguiti 3 esposti depositati dagli attivisti arpinati del movimento pentastellato, rispettivamente alla Procura della Repubblica di Cassino, al Genio Civile ed alla ASL di Frosinone. In quella stessa occasione il sindaco di Arpino, Renato Rea, si era compiaciuto dell’attenzione di Marcelli: considerato che il M5S è parte integrante del Consiglio regionale, l’auspicio era che il governo ascoltasse l’istanza del collega amministratore Loreto Marcelli, affinché si trovassero presto adeguate soluzioni per garantire la sicurezza, sia pubblica che privata, e restituire l’immobile alla comunità. Un buco nell’acqua. Sara Pacitto
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