La Squadra Mobile di Roma e il Reparto Prevenzione Crimine Lazio hanno eseguito questa mattina otto misure cautelari nei confronti dei responsabili di due organizzazioni criminali, composte da cittadini brasiliani e italiani, per i reati di immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione.
Gli agenti della Polizia di Stato, attraverso l’operazione “Luna Brasiliana” hanno smantellato due organizzazioni criminali che operavano nei quartieri Prenestino e Testaccio. Ad un certo punto erano entrate in contrasto tra di loro, si contendevano il predominio territoriale da via Longoni a Colle Prenestino. Le indagini avviate nel 2017 hanno accertato che le otto persone arrestate reclutavano brasiliani per farli prostituire. Favorivano la loro permanenza in Italia mettendo a loro disposizione appartamenti affittati in nero con contratti fittizi intestati agli indagati o a prestanome. L’inchiesta è partita in seguito alla denuncia di un giovane brasiliano che era riuscito a fuggire dall’appartamento condiviso con altri costretti a prostituirsi. La giovane vittima era giunta in Italia nel 2016, dopo essere stato contattato da uno dei capi dell’organizzazione criminale. L’uomo aveva spedito in Brasile alla vittima una somma di denaro di mille reais, pari a circa 300 euro, insieme al biglietto aereo con destinazione Milano. Il giovane giunto a Milano, con passaporto e lettera di invito precedentemente procuratagli dall’organizzazione, era stato accompagnato alla stazione ferroviaria di Milano per arrivare a Roma. Qui ad attenderlo il capo della banda e altri due conterranei, i quali avevano accompagnato il giovane in un appartamento. In quell’occasione il capo “chiariva” alla sua vittima che l’ammontare del debito contratto per il viaggio, la somma di 12 mila euro, gli doveva essere restituita con i proventi futuri della sua prostituzione. Il malcapitato quindi oltre a versare gran parte dei proventi della prostituzione al capo era da questo costretto a pagare l’importo di 200 euro a settimana per l’uso della stanza in cui era stato alloggiato. A Roma il giovane brasiliano si prostituiva in strada, nella zona di via Prenestina. Dopo alcuni mesi, con i proventi della sua prostituzione, era riuscito a saldare il debito di 12 mila euro, ma gli veniva richiesto il versamento di ulteriori 3 mila euro, che doveva consegnare ad un altro complice, minacciandolo di morte qualora non lo avesse fatto. Avendo capito che non si sarebbe potuto liberare facilmente da quella situazione il giovane nel mese di novembre 2019 era fuggito dall’abitazione e aveva denunciato il fatto alla Polizia. Anna Ammanniti
