Sora – Il Covid non spegne la fede, la confraternita di San Rocco ringrazia

Francesca Merolle
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Streaming e messe con la partecipazione di tanti fedeli. La confraternita di San Rocco, lieta per l’ampia adesione, ringrazia.

Mediante le opportunità offerte dalla tecnologia, nel periodo più restrittivo dovuto all’emergenza Covid-19, i devoti di San Rocco e i fedeli in generale, hanno potuto partecipare, seppur virtualmente, alle celebrazioni eucaristiche che si sono tenute ogni domenica nella chiesa di San Rocco, riprese da Tg24. Il nostro giornale, attraverso lo streaming, ha voluto alleviare la difficoltà di non poter assistere di persona. E’ proprio per l’ampia partecipazione riscontrata nelle dirette streaming che la confraternita di San Rocco ha voluto ringraziare. “E’ stato bello essere collegati con gli altri parrocchiani e con i tanti devoti di San Rocco presenti in tutto il modo. Siamo stati vicini nonostante la distanza fisica. La fede ci ha uniti e non ci ha mai divisi anche nei momenti più difficili”. Questo il commento di monsignor don Donato Piacentini che abbiamo sentito telefonicamente: Mi ha fatto un enorme piacere sapere che la messa è stata seguita da tanti. Non parlo solo di Sora ma di tutto il mondo. Abbiamo avuto fedeli collegati dagli Stati Uniti, dal Canada, dalla Francia, dalla Germania, dalla Spagna. Questo dimostra ancora una volta quanto sia grande la devozione per San Rocco. Ho saputo, ad esempio, che un anziano originario di Sora, che ora vive in Francia, tutte le domeniche mattina chiedeva alla figlia di collegarsi in streaming per poter assistere alla messa di San Rocco. Un fatto che mi ha dato molta gioia. Le dirette hanno dato la possibilità a chi è lontano di rivivere le tradizioni cittadine, di rivedere i luoghi a cui si è tanto legati. Allo stesso modo sono stato felice di aver potuto raggiungere gli ammalati e tutte le persone in difficoltà, che adesso finalmente posso tornare a visitare di persona. Oggi fortunatamente l’emergenza si è ridotta. Continuiamo comunque ad osservare il protocollo e tutte le misure necessarie per evitare il contagio da Covid e possiamo santificare di persona il Signore tornando a messa e pian piano, si spera, alla normalità. Ciò non significa che in futuro non si possano ripetere delle dirette rispondendo alla richiesta di tanti di essere presenti nonostante le distanze”. FraM   PER SAPERNE DI PIU’: SAN ROCCO

Il culto di San Rocco si diffuse in Ciociaria nel XV sec. in concomitanza della diffusione di un’epidemia di peste. Una primitiva chiesa, ben più angusta, fu eretta nel 1430 fuori la porta denominata “Cancello”, mentre l’attuale, assai più ampia e di diverso stile, fu edificata tra il 1750-1754 su progetto dell’architetto svizzero Cristoforo de Donatis e poi più volte restaurata. La chiesa si sviluppa in una sola navata absidata, al termine della quale è posta la statua lignea policroma del Santo. A destra della porta della sacrestia si può ammirare un affresco del sorano Pietro Biancale in cui è raffigurato San Rocco mentre intercede per gli appestati e cerca di allontanare l’angelo della morte armato di lunga spada. Dall’altro lato si può ammirare un secondo affresco di Pietro Biancale che rappresenta San Rocco morente in carcere, consolato solo dal suo fedele cane, sovrastato dagli angeli che recano una corona, simbolo di santità e di regalità. Sulla sommità dell’abside, si distende il grande affresco di Bernardo Biancale (1869-1959) di scuola napoletana con San Rocco che prega la Madonna in gloria a favore degli appestati. Al medesimo pittore si devono i sei medaglioni raffiguranti San Francesco, San Cirillo d’Alessandria, Sant’ Emidio, San Domenico da Foligno, San Giuliano e Santa Restituta. Sempre al Biancale appartiene una raffigurazione della città di Sora, simboleggiata da una “donna con l’orologio” denudata e desolata per i danni del terremoto e per la tragedia della Grande Guerra. Nella chiesa si può anche ammirare l’ambone in legno opera dello scultore sorano Marcello Lucarelli e dell’ebanista sorano Francesco De Gregoris. Dal sito del comune di Sora.

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