Il 14 settembre le scuole riapriranno i cancelli, dopo essere stati chiusi lo scorso 5 marzo a causa dell’emergenza sanitaria Coronavirus.
“Dobbiamo mantenere il metro di distanza, dovremo evitare assembramenti e dovremo fare ingressi scaglionati … Abbiamo bisogno di spazio … Dobbiamo portare fuori dagli edifici circa il 15% degli studenti. La gestione degli spazi avverrà anche attraverso “lavori di edilizia scolastica leggera. Abbiamo ripreso tremila edifici scolastici dismessi, possiamo recuperarli. La scuola a settembre deve riaprire non solo in sicurezza, deve essere nuova, più aperta e inclusiva. Vogliamo fare scuola anche fuori dalla scuola: nei musei, nei cinema, nei teatri. Affinché gli studenti respirino cultura. E perché no, portare anche i bambini più piccoli al parco se il tempo lo consente. Le classi pollaio non consentono di valorizzare i talenti di ciascuno. Un docente, se ha 30 alunni davanti, non ce la fa e questo crea dispersione scolastica. Il numero di alunno per classe deve diminuire già a partire da settembre”. Queste sono le parole del ministro alla Pubblica Istruzione Lucia Azzolina. Ad Anagni come ci si sta organizzando? Anche nella città dei papi esiste il problema delle classi pollaio. Luglio è alle porte, restano un paio di mesi per arrivare al suono della campanella ed aver fatto tutto in modo che gli alunni tornino a frequentare la scuola nella massima sicurezza. Il Governo ha stanziato fondi per l’edilizia scolastica e ha ripreso tremila edifici dismessi per recuperarli. Sul territorio anagnino ci sono diversi edifici che potrebbero essere recuperati, in primis la vecchia scuola Sant’Angelo. Ci sarebbe il museo da poter utilizzare come spazio a disposizione per la scuola, si potrebbero recuperare parchi e spazi verdi che al momento vivono momenti di completo degrado. Come si sta procedendo per riaprire a settembre l’anno scolastico? Anna Ammanniti
