Anagni – Il Partito Comunista chiede la chiusura totale del centro storico

Anna Ammanniti
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Negli ultimi giorni gli orari della Ztl sono cambiati, in un primo momento sono stati molto ridotti rispetto al passato, per arrivare poi ad un ripensamento che vede orari abbastanza complicati e cangianti.

Il Partito Comunista di Anagni osserva che la chiusura del centro storico solo in alcuni orari della giornata non risolve il problema che si sta vivendo in questo periodo di post Covid-19 e del rispetto del distanziamento sociale. “E’ necessario ed indispensabile la chiusura totale del centro storico per valorizzare il patrimonio artistico e storico della nostra bellissima città, per dare la possibilità agli anagnini e ai turisti di poter passeggiare nel corso soffermandosi a guardare le trifore, le bifore, i capitelli dei palazzi e di poter attendere fuori dai negozi per rispettare il distanziamento sociale senza essere investiti dalle automobili. Nel centro storico non ci sono solo i ristoranti, ci sono anche tanti negozi e bar che purtroppo non hanno spazi adeguati e uguali ad altri davanti ai loro ingressi, tante attività che lavorano durante il giorno e che durante il lockdown sono stati essenziali per le famiglie (molti di loro anziani) che hanno potuto grazie a loro acquistare il pane, la frutta, la carne, le mascherine, la ricarica per il telefono, la lampadina e tante altre cose. Durante il periodo del lockdown il centro storico è tornato a vivere. L’esperienza del lockdown deve servirci per investire sul centro storico, tante sono le attività che potrebbero aprire, tante sono le cantine che potrebbero essere valorizzate. Bisogna tener conto che il turista non mangia soltanto, che usufruisce anche di altri servizi e di altre attività commerciali, il turista non visita la città solo il fine settimana, dobbiamo renderci conto che tutto è cambiato, è necessario che anche Anagni sia pronta a recepire i cambiamenti che questo brutto virus ci ha imposto. La chiusura dei centri storici ha dimostrato in tante città (Roma, Milano, Firenze, Urbino, Lucca ecc..) un incremento delle attività commerciali e una maggiore vivibilità.” Anna Ammanniti
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