(di Alessandro Andrelli) Dopo l’articolo di ieri (clicca qui) dal titolo: “Anagni: Conclusi i lavori all’ex discarica Radicina, ma il percolato torna a scorrere”, corredato da foto realizzate dalla collega Anna Ammanniti, la redazione ha ricevuto una nota da parte dell’assessore all’Ambiente D’Ercole al quale si aggiunge l’amministrazione comunale, che intende dare la propria versione dei fatti. Riportiamo integralmente quanto scritto nella nota, faccia eccezione per la parte iniziale, dove si facevano delle affermazioni personali nei confronti della giornalista che ha riportato la notizia utilizzando parole come “non veritieri e scorretti” e tantomeno “falsi”, che vengono poi ribaditi durante la nota.
NOTA DEL DIRETTORE Alla luce anche del periodo di estrema emergenza e di difficoltà che vive la nostra società, in qualità di direttore responsabile, non ho trovato attinente al contesto, il tono utilizzato nella nota, con il quale si giudica l’operato di un giornale o di chi collabora con esso in maniera così disprezzante e quasi discriminatorio. Siamo abituati a scrivere senza “lasciare intendere” o “facendo allusioni”, dunque, come prevede la deontologia professionale e il codice che regolamenta l’informazione di un giornale regolarmente registrato, diamo diritto di replica all’assessore D’Ercole (Carta dei Doveri ndr), con quella che è la sua dichiarazione in materia. Altresì, ribadisco, ed essendo il Direttore Responsabile me ne assumo la responsabilità, che nell’articolo pubblicato a firma di Anna Ammanniti, non è mai stato menzionato l’assessore D’Ercole, ne alcun membro dell’amministrazione, ne si sono fatte accuse nei confronti del Comune o di chi lavora per esso. Si cerca di evidenziare in maniera oggettiva quanto documentato dalle foto, ponendo delle domande. Non abbiamo scritto di un “versamento abbondante e pericoloso” ma abbiamo riportato una notizia che personalmente è stata verificata e documentata con scatti fotografici originali. L’articolo, per come realizzato, non è venuto meno a nessun tipo di “codice deontologico”, ne ha posto in maniera errata domande alla comunità o fatto personalismi e allarmismi. La libertà di stampa è sancita dalla Costituzione Italiana, così come è nel pieno diritto dell’amministrazione comunale, replicare. E siamo ben lieti di dare loro voce. E che non si dica il contrario, perché mai da quando sono direttore responsabile di questa testata, c’è stata da parte della mia redazione la volontà di censurare ogni tipo di “replica”. Abbiamo a cuore la salute e l’interesse dei cittadini, nient’altro. Da ultimo le foto non sono state manomesse, ne modificate al computer e per onestà intellettuale non è stato creato nessun tipo di allarmismo; e poi, sostenere che si è scritto il “falso” è molto grave nei confronti di una testata giornalistica, ma questo l’assessore D’Ercole lo saprà, specialmente quando poi l’argomento è di natura ambientale, e non necessita di censura ed omertà ma di verità nei confronti della cittadinanza. Ecco la nota a firma dell’assessore all’ambiente del Comune di Anagni, Vittorio D’Ercole. E per ogni chiarimento, questa la Carta dei Doveri per un giornalista (clicca qui) e come sempre la redazione e il direttore rimangono a completa disposizione. NOTA DELL’ASSESSORE D’ERCOLE “Il liquido visibile nelle foto, di modestissima entità, si trova nel fosso di guardia all’interno della ex discarica, che svolge proprio la funzione di raccogliere i normali accumuli di liquami che altrimenti si disperderebbero al di fuori del perimetro del sito, sulla strada e nei terreni che la circondano. Il sistema di drenaggio e di raccolta -unitamente al telo di protezione posto su tutta l’area (capponi) – a seguito dei lavori, svolge perfettamente la sua funzione e indirizza l’eventuale produzione di liquami direttamente nella vasca di raccolta, la quale viene periodicamente e regolarmente svuotata da imprese incaricate dall’ente, come previsto dal programma di manutenzione dell’area. Quello che non sfugge a chi conosce la materia è che una ex discarica produce fisiologicamente dei liquami (per varie cause) e che pertanto abbisogna di una corretta e sistematica manutenzione, la stessa che i nostri uffici stanno regolarmente eseguendo. E quindi, proprio le foto pubblicate dimostrano che il sistema di contenimento del percolato funziona ed impedisce che lo stesso si disperda nell’ambiente circostante, esternamente alla discarica. Assolutamente arbitraria e non suffragata da alcuna prova è, inoltre, la circostanza riferita secondo la quale la cisterna sarebbe stata riempita da una falda sotterranea ed il suo contenuto sarebbe fuoriuscito. In tal caso la falda farebbe traguardare continuamente il liquido dai canali non consentendo intervalli di manutenzione così lunghi quali sono adesso. La verità è che la produzione dei liquami è un fenomeno ordinario per le discariche dismesse. Vi è poi da ricordare che il percolato rimosso fino ad ora è risultato essere liquido “non pericoloso” come confermato dalle analisi eseguite.
Lo stato dei luoghi descritto nell’articolo, quindi, non corrisponde alla realtà e perfino le foto sono state eseguite in modo tale da fare sembrare colmo il canale di scolo. Come si nota dalla foto allegata (pubblicata a sinistra), presa solo l’altro ieri dai nostri uffici, il liquido è poco più di un rigagnolo.
Inesatte e fuorvianti sono anche le affermazioni circa la spesa effettuata dal Comune per la Messa in Sicurezza della ex discarica, che in realtà ha avuto un costo di circa 100.000 euro, mentre la somma di circa 600.000 euro stanziata dalla Regione Lazio comprende l’esecuzione della successiva fase di messa in sicurezza definitiva, cioè i lavori e i monitoraggi di indagine ambientale da effettuare non solo sul sito ma anche sui suoli limitrofi, nelle acque di falda e nel reticolo idrico circostante.
L’esecuzione del Piano di Caratterizzazione e delle indagini ambientali è necessaria per accertare dove la contaminazione è giunta, a quali livelli (se pericolosi o meno), e per decidere l’esecuzione di ulteriori lavori e se ce ne sarà bisogno per la richiesta di ulteriori fondi fino alla rimozione definitiva e al ripristino dello stato dei luoghi, obiettivo a cui tende l’Amministrazione.
L’amministrazione comunale ha concluso con successo la prima fase di MISE (Messa in Sicurezza di Emergenza) primo e fondamentale passo per il risanamento ambientale, del sito che era indispensabile per impedire ulteriori danni all’ambiente e rischi per la salute dei cittadini.
Ora gli uffici comunali stanno lavorando all’avvio della seconda fase, e cioè la Messa in Sicurezza Definitiva, utilizzando i fondi già concessi dalla Regione Lazio e monitorando costantemente la situazione ambientale della discarica.
Non ci si può esimere dallo stigmatizzare duramente il contenuto dell’articolo, che contiene affermazioni non veritiere, inesatte anzi palesemente false, ed esposte in modo scriteriato, tanto da creare un allarme ingiustificato ed insistente di pericolo di diffusione di inquinamento.
Segnaliamo che diffondere a mezzo stampa una falsa notizia di reato – quale è la contaminazione ambientale – espone chi lo fa ai rigori della legge per l’ipotesi di calunnia.
Così come per l’affermazione che i lavori siano stati inutili e le risorse pubbliche siano andate sprecate.
L’amministrazione comunale si augura che la vostra spettabile testata giornalistica voglia ripristinare la verità pubblicando le nostre precisazioni senza prestarsi a strumentalizzazioni – che sono nemiche della Corretta informazione e della verità – e per non incorrere in possibili strascichi giudiziari”.
L’Assessore all’Ambiente
Avv. Vittorio D’Ercole
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