Provincia – Esami di terza media, docente chiede la presenza dell’alunno: ecco perché

Irene Mizzoni
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Giuseppe Evangelista, docente di scuola secondaria di 1° grado, insegnante ed. fisica presso un I.C. comprensivo della provincia di Frosinone interviene sulla questione esami a distanza al tempo del Covid focalizzando la riflessione sull’importanza per i discenti di svolgere l’esame a scuola.

<<Leggevo una dichiarazione di qualche giorno fa della nostra Ministra Lucia AZZOLINA: Maturità, esame orale, dovrà essere un momento serio, da svolgere al meglio; mi sono battuta fin dall’inizio dell’emergenza per salvaguardarli. Esame di terza media cancellato, richiesta solo una tesina. Esame (orale) di maturità in presenza….si…….Esame (orale) di terza media in presenza…. no. Personalmente non vedo la differenza, o meglio vorrei capire la differenza, visto che,  comunque anche in situazioni normali il candidato si presenta da solo davanti alla commissione interna composta dall’intero consiglio di classe più il presidente. Ogni scuola, ha un’aula magna o una palestra dove si potrebbe insediare la commissione d’esame, rispettando abbondantemente il distanziamento e il candidato potrebbe sedersi davanti alla propria commissione a debita distanza adottando tutte le precauzioni suggerite dal nostro sistema sanitario. L’esame di maturità è una tappa importantissima per gli studenti della secondaria di secondo grado, ma lo è altrettanto per  i nostri adolescenti , anzi direi fondamentale, in quanto, aboliti gli esami di 5° elementare, saltando questi di terza media, i nostri alunni si troverebbero ad affrontare per la prima volta una commissione esaminatrice, all’età di diciotto anni, privandosi di un’esperienza formativa molto utile per la loro crescita, per il rafforzamento del proprio carattere ed autostima. Questa che stanno attraversando, è un’età vulnerabile e meravigliosa, come diceva Francaise Dolto, una dimensione dell’esistenza umana da proteggere e preservare. Con la DAD, i nostri meravigliosi alunni, si stanno comportando molto bene, anzi possiamo affermare con estrema certezza che questa esperienza li sta cambiando; stanno prendendo coscienza di quanto importante sia la scuola nella loro formazione, di quanto importanti siano i compagni di classe, i loro insegnanti e  tutto il personale che tiene vivo questo piccolo agglomerato di società. Sentono la mancanza di tutto questo, sentono la mancanza del suono della campanella, dell’alternarsi dei docenti all’interno delle proprie aule, il confrontarsi con loro, il chiedere aiuto e conforto, l’affidarsi a loro per superare le ansie e le paure, il gioire e sorridere con loro, nella consapevolezza che non sono grandi, ma che stanno crescendo diventando sempre più “ricchi” di “conoscenze”. I maturandi del secondo ciclo, hanno gridato forte il desiderio di tornare per un attimo nelle loro scuole, di svolgere gli esami in presenza, consapevoli dell’importanza del momento. I nostri piccoli adolescenti, la cui età è proprio critica per il turbinio di cambiamenti nel fisico che va modificandosi, nel pensiero che va strutturandosi, avendo ciascuno di loro il desiderio e la necessità di essere qualcuno di fronte a se stessi inconsapevoli che si è ancora troppo incompiuti per essere veramente qualcuno (Musil), hanno bisogno mai come adesso delle figure di riferimento e della vicinanza fisica dei loro insegnanti. L’esame di terza media correlato di ansie, di timori, di  sollievo e gioia, è un momento che ricorderanno per sempre nella loro vita, e, non può essere svolto stando dietro uno schermo. Ogni cosa verrà ancora tolta, in questo momento, come l’esame di Stato in presenza, è un’opportunità mancata per aggiungere un piccolo tassello all’inesauribile bagaglio di esperienze necessarie a far di loro persone compiute. Anche per noi insegnanti, sarà questa, un’opportunità mancata per guardarli negli occhi, sorridere insieme ancora una volta, mentre li accompagniamo al primo vero “bivio” della lora vita.  Prof. Giuseppe Evangelista

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