Patrica – Il nuovo mostro ambientale “pensato” per il territorio porterà 350 mila tonnellate di rifiuti

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) La Valle del Sacco martoriata da decenni dall’inquinamento ambientale necessita di bonifica e sicuramente non della realizzazione di un nuovo impianto di recupero rifiuti.

Da troppi anni la Valle del Sacco e in generale la provincia di Frosinone viene considerata come una grande pattumiera, una discarica a cielo aperto, una zona in cui far confluire i rifiuti provenienti dalla capitale. Territorio inserito nel Sito di Interesse Nazionale, tuttavia preso costantemente di “mira”, come zona in cui realizzare impianti di rifiuti. L’annuncio del sindaco Lucio Fiordalisio lascia basiti, in tempo di pandemia Coronavirus si trova il modo di intavolare discussioni per velocizzare e snellire le procedure per creare i nuovi mostri dell’ambiente. Patrica era stata riconosciuta lo scorso anno dal Consiglio Regionale del Lazio, come territorio da sottoporre ad indagine epidemiologica e piano di risanamento e sul quale non si potevano realizzare impianti aggiuntivi impattanti rispetto a quelli esistenti. Nonostante ciò a giugno è stata convocata una conferenza interna presso gli uffici della Regione Lazio per esprimere un Parere Unico. Non è stato invitato a partecipare il Comune di Patrica, né la Provincia di Frosinone né tantomeno i Comuni limitrofi. È lo stesso primo cittadino di Patrica a dare l’annuncio: “Sta per sorgere un nuovo mostro ambientale con potenzialità di circa 350 tonnellate di rifiuti. Nascerà vicino ai Comuni limitrofi, Ferentino, Supino, Morolo, Ceccano, di fronte ad attività importanti della zona industriale di Frosinone, a 500 metri di distanza, a linea d’aria, dalla Stazione dell’Alta Velocità.” Sarà il mostro a dare il benvenuto all’Alta Velocità, si era creata finalmente una nuova prospettiva per il territorio, diversa dalla monnezza. In questo impianto confluiranno rifiuti che provocano lesione agli occhi, tossicità, rifiuti che causano il cancro e quindi cancerogeni, corrosivi e poi acidi, scorie, ceneri, solventi e fanghi provenienti da discariche. Il sindaco Fiordalisio ha dichiarato aperta la battaglia e non si piegherà davanti all’ennesimo impianto di rifiuti, si è appellato a Mauro Buschini e Sara Battisti, rappresentanti politici del territorio. Anna Ammanniti
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