Dopo oltre due mesi di chiusura ed incassi mancati, gli esercenti commerciali sentono il peso del disavanzo economico; un peso che diventa insostenibile se si considera la puntualità delle scadenze fisse e dei costi di gestione. In questa fase di restrizioni e condizionamenti, dovuti ad una emergenza sanitaria mondiale, sarebbe stato opportuno bloccare mutui, utenze, canoni, contributi.
Ristorazione, food, beverage, quanti si occupano di servizi alla persona: è il settore del terziario ad essere il più penalizzato dalla pandemia. Nella nostra provincia, sono tanti i gestori che hanno già “dimostrato” le loro difficoltà: problematiche che accomunano tutta la categoria e che spesso sfociano nella disperazione. C’è tanta sfiducia nel sistema, l’inquietudine di ritrovarsi abbandonati a se stessi, la paura di non riuscire a ripartire è lampante ed anche legittima. Oltretutto, ripresa fa rima con aggravio di spese: sanificazione, riduzione degli spazi, dispositivi di sicurezza. “Se non ti uccide il virus, ci pensano la crisi e lo Stato”…è una delle frasi più condivisa in questo momento. In un clima caotico e colmo di insicurezze, i governati da una parte esitano e dall’altra azzardano, ingenerando ancor più confusione. Forse anche in virtù del clima mite, Jole Santelli, presidente della Regione Calabria, ha voluto anticipare di un mese le scelte nazionali stabilite dal Governo per la “Fase 2”. Un’ordinanza delle ultime ore di ieri sera stabilisce che, dalla giornata di oggi, giovedì 30 aprile, bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, rosticcerie ed agriturismi possono riaprire: oltre alla commercializzazione dei relativi prodotti da effettuarsi a mezzo asporto, è consentita la somministrazione attraverso il servizio con tavoli all’aperto. Tra i diversi punti trattati, inoltre, il provvedimento consente l’attività di commercio di generi alimentari presso i mercati all’aperto, inclusa la vendita ambulante fuori dal proprio Comune, fermo restando il rispetto delle disposizioni di sicurezza; consentita l’attività di commercio al dettaglio, anche in forma ambulante, di fiori, piante, semi e fertilizzanti; consentiti gli spostamenti all’interno del proprio Comune o verso altro Comune per lo svolgimento di sport individuali. Ovviamente l’ordinanza regionale consentirà agli avventori di recarsi nei locali che decideranno di anticipare l’apertura e tornare a servire i clienti prima del 1° giugno. La Santelli dichiara che «Le nuove misure per la ripartenza parlano il linguaggio della fiducia. Poiché i calabresi hanno dimostrato senso civico e rispetto delle regole, è giusto che la Regione ponga in loro fiducia. Sapranno dimostrare buon senso nel gestire i nuovi spazi di apertura che la Regione ha deciso di consentire, anche oltre il dettato del Governo». Ricordiamo che ad oggi la Calabria è la Regione meno colpita dalla pandemia. Sara Pacitto
