Dalla Regione Lazio, l’assessore alla sanità Alessio D’Amato dichiara 《Entro maggio saranno selezionati i primi volontari per la sperimentazione del nuovo vaccino per il COVID-19. Roma e l’Istituto Spallanzani sono in prima linea in questo progetto di ricerca; il Lazio è l’unica regione ad aver investito sulla sperimentazione per il vaccino》.
Come il Tg24.info aveva già annunciato a fine marzo ( leggi qui https://www.tg24.info/focus-coronavirus-cura-e-vaccino-risultati-promettenti-dal-fronte-medico-scientifico/), anche in Italia è prossima la sperimentazione di un vaccino sull’uomo. Nel Lazio si prevede di iniziare tra giugno e luglio su 40 volontari accuratamente scelti: una fase che, come da prassi, segue i test condotti sugli animali, nello specifico sui topi, e regolarmente autorizzata da AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco. La sperimentazione verrà avviata con finanziamenti pubblici. Dal panorama medico/ scientifico qualcuno ha manifestato il suo personale scetticismo in merito, legato al mutamento delle RNA del virus, ovvero la catena di segmenti di molecole che caratterizzano il genoma del Covid-19. Legittimi anche i dubbi della popolazione: in effetti sono necessari anni di studio, osservazione e scrupolose verifiche prima di passare alla sperimentazione sull’uomo: che questa “fretta” non sia più insidiosa della malattia stessa? Il direttore scientifico Giuseppe Ippolito rassicura《Lo Spallanzani ha alle spalle una lunga esperienza di ricerca virologica ed immunologica》una competenza radicata. Ma di cosa si tratta? È un vaccino genetico basato su un vettore virale: a differenza dei vaccini tradizionali, quelli genetici non utilizzano un microrganismo inattivo o parte di esso, ma impiegano il gene che codifica per l’antigene del microrganismo che si intende neutralizzare. Nel caso del Sars-Cov-2 il team dello Spallanzani ha pensato di puntare al gene che codifica una proteina di superficie che permette l’ingresso del virus nelle cellule, definita proteina “spike”. Una volta entrato nelle cellule dell’organismo, questo gene induce la produzione della proteina specifica che stimola la risposta immunitaria contro il virus. Uno studio già messo a punto in un vaccino contro l’ebola e contro il virus respiratorio sinciziale, RSV. Intanto oggi, sulla piattaforma DeRev, è partita la campagna di raccolta fondi dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, per sostenere e finanziare le attività di assistenza e cura e la ricerca contro il Covid-19: ognuno può dare il proprio contributo, effettuando una donazione seguendo le indicazioni riportate sul canale www.derev.com/spallanzani e condividendo la campagna sui canali social. “Abbiamo bisogno di voi, questa battaglia si vince insieme” è lo slogan dell’iniziativa. Ricordiamo che l’Istituto Spallanzani è un’eccellenza del nostro Sistema Sanitario Nazionale: fin da subito in prima linea per fronteggiare l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia, il primo ad isolare il virus, in meno di 48 ore dalla diagnosi di positività per i primi due pazienti in Italia. Sara Pacitto
