Domani ricorre la Festa della Liberazione, per la prima volta nella storia non verrà celebrata in piazza. Interviene, con alcune interessanti riflessioni la Federazione provinciale PSI di Frosinone.
Il 25 Aprile, Festa della Liberazione, trae la sua nobile motivazione di celebrazione nel tributo doveroso che noi Italiani tutti dobbiamo a coloro che vollero fortemente una Italia finalmente libera e democraticamente artefice del proprio futuro e che fortemente resistettero e combatterono, fino anche al sacrificio della vita. La parola libertà, agognata e attesa per lunghi, sanguinosi e ingiusti anni fino al 1945, nonostante la piena maturità democratica oggi raggiunta, in modo improvviso, imprevedibile, assume nuovamente sfumature di attesa e di trepidazione, proiettate sul nostro prossimo futuro. È dunque imperativo celebrare la ricorrenza istituzionale del 25 Aprile, nelle forme solenni che gli organi democratici riusciranno a garantire, perché esse si pongano quale simbolica espressione del corale abbraccio dei cittadini italiani che, per la prima volta nella loro storia democratica, non potranno rivolgere fisicamente, in una pubblica piazza piuttosto che in una sala consiliare, al coraggio e alla tenacia di quelle mamme, papà, sorelle, fratelli e figli che lottarono strenuamente per l’ideale della libertà. Sono tante le città e i comuni medagliati della nostra provincia, Cassino in testa, Medaglia d’Oro al Valor Militare insignita nel 1949 e descritta come <<altare di dolore per il trionfo della giustizia e della millenaria civiltà italica>> e tanti, troppi altri ancora, insigniti delle onorificenze al Valore o al Merito Civile come la mia amatissima Ceccano. Per questa testimonianza di grande forza, capacità di sacrificio e di resilienza -che pure sembra così tanto lontana alle nostre generazioni- è altrettanto imperativo per noi trovare lo Federazione provinciale PSI di Frosinone – F.to Il Segretario – Francesca Ciotoli nel migliore dei modi possibili e per superare questa crisi sanitaria, sociale ed economica che mina la nostra quotidianità da ormai da troppo tempo. L’insicurezza e le sfide delle prossime settimane dovranno incrociare il nostro impegno incondizionato, ognuno per il suo ruolo: la politica al fianco dei cittadini, le istituzioni al fianco dei territori, i più forti al fianco dei più deboli: tutti compiutamente all’opera per l’unico obiettivo di sostenere e rilanciare il nostro Paese e la nostra amata terra ciociara. Ci sono cambiamenti da governare ed incognite da gestire che non dovranno vederci impreparati; c’è da riprogrammare e realizzare in modo diverso, in tutti i settori sensibili per le comunità: assistenza, sanità, lavoro, istruzione, servizi territoriali, mobilità, solo per citarne alcuni. Si dovrà lavorare per superare l’emergenza anche attraverso azioni che cambieranno drasticamente il futuro: come 75 anni fa quindi, il domani dipenderà inevitabilmente dalla nostra competenza e dai nostri comportamenti di oggi. Onorando il sacrificio e la gioia sconfinata della libertà conquista nel 1945, il nostro tributo socialista, sabato 25 Aprile, sarà dunque confermare l’impegno a lavorare più e meglio di prima, per i nostri territori e per i nostri concittadini. Viva la Libertà, viva l’Italia e viva gli italiani.
