Fabiola e Mirko hanno scelto di vivere a Dublino. Prima Mirko, cuoco alla Google, poi Fabiola che per raggiungere il suo amore un anno fa ha deciso di lasciare lavoro e famiglia. Un futuro fatto di sogni e progetti, fino ad oggi.
Come è la situazione da voi? <È stata una settimana abbastanza pesante per tutti. Il Governo irlandese sta ascoltando, anche solo in via precauzionale, le disposizioni che vengono dall’Italia e invita tutti ad attuarle anche se in una città metropolitana come Dublino è difficile> Quali misura sono state adottate? <Il primo segnale è arrivato quando hanno annullato la tradizionale parata di St. Patrick. Parliamo quindi di migliaia di persone che solitamente si riversavano nelle strade del centro e che invece sono rimaste a casa. Si prospetta un vero e proprio lock down. Intanto i pub hanno chiusi mentre ai ristoranti è stata data la possibilità di decidere autonomamente, molti hanno già abbassato la saracinesca. Tra le altre misure, sul sito welfare a sostegno dei lavoratori c’è la possibilità di scaricare un modulo grazie al quale chi ha subito la riduzione di orario o deve restare a casa perché la società ha deciso di chiudere, può chiedere un sostegno economico valido per sei settimane>. Quali raccomandazioni vengono fatte alla popolazione? <Anche qui valgono le stesse disposizioni che state seguendo in Italia: lavarsi le mani, usare mascherine quando necessario, restare a distanza di un metro, pulire gli ambienti. Inoltre, in caso di sintomi bisogna chiamare il medico e valutare insieme la situazione. I centralini sono da giorni intasati. Anche qui, i tamponi si fanno solo se ci sono casi evidenti e su appuntamento, dopo gli accertamenti medici>. La gente continua tranquillamente a frequentare i locali o c’è paura? <In città non c’è più nessuno, le persone hanno paura e si esce solo per necessità, pur non essendoci l’obbligo di restare in casa> Mascherine e guanti anche da voi? <Sì, negli uffici e nei bus il personale si attiene alle regole. Sono soprattutto gli italiani ad essere preoccupati e a seguire le direttive>. Supermercati presi d’assalto? <Gli scaffali sono praticamente semi vuoti. Alla cassa automatica (qui molto utilizzata) si va uno alla volta e il personale impiegato, rigorosamente con i guanti, disinfetta qualsiasi cosa>. Voi state lavorando e con quali precauzioni? <Al momento siamo a casa. Il mio fidanzato è reperibile e la Google ha attivato per tanti dipendenti lo smart working, mentre il mio ristorante ha deciso di chiudere. Siamo stati fortunati, dall’azienda ci chiamano spesso per sapere come stiamo e se abbiamo bisogno di qualcosa>. Un messaggio agli italiani <Il nostro cuore è italiano e vorremmo stare in Italia, dai nostri cari. Ma non rientriamo perché sarebbe inutile, se non sbagliato. Per noi che siamo lontani il pensiero va a voi e siamo orgogliosi di essere italiani. Stiamo dimostrando al mondo di essere un grande popolo. A livello psicologico siamo provati. Vengono a mancare le certezze e anche i progetti a lungo termine sembrano dissolversi, però dobbiamo essere forti e pensare che siamo parte di un’unica umanità. Non dimentichiamolo mai>. Valeria Altobelli
