(di Irene Mizzoni) “Nulla sarà più come prima”. E’ quello che sento ripetermi in questi giorni decameroniani. Nel pensiero c’è speranza. C’è la consapevolezza che è il senso di responsabilità di ognuno di noi che, ora più che mai, può fare davvero la differenza. Restare a casa non è immobilismo di attesa. E’ opportunità. Dal neo-medioevo al nuovo Umanesimo.
Anni bui questi. Anni che sono stati definiti “Neo-Medioevali”. Una frenetica corsa al niente, all’effimero, all’inutile, al consumismo sfrenato; anni di “io” elefantiaci che non ascoltano nulla, dei dispensatori di verità. Ora, costretti a fermarci, è il momento di ricordarci che l’unica vera azione è quella che si fa nello stare fermi: pensare. E’ la nostra grande opportunità: promuovere la rinascita del pensiero. Non più quella dell’io che si erge sopra tutti, quanto quella di un “io” collettivo. E’ così che avviene la rinascita dei valori veri, importanti e fondativi di una società Umana e Civile. E’ il risveglio della Coscienza. E’ così che noi tutti ci facciamo storia. La storia siamo noi perchè torniamo ad essere responsabili. Agire con serietà e correttezza verso chi ci è più prossimo. Non sono in gioco fumose teorie complottistiche e nemmeno le mezze verità ma la vita delle persone. Eccole le prime prove ragionate di Nuovo Umanesimo. La riscoperta dei valori fondanti che rendono l’uomo veramente tale: Umiltà. Saggezza. Rispetto. Humanitas, attenzione e cura benevola tra gli uomini. Il superamento dell’ego distruttivo, della mediocrità in favore di un senso forte di comunità, solidarietà che tende a costruire e non a distruggere. Oggi restiamo a casa e con le nostre menti iniziamo a costruire quello che sarà – una volta superata questa fase – il nostro futuro. Che sia un popolo finalmente unito, in viaggio verso l’emancipazione sociale, politica e culturale.
