Roma – Bimbo di 9 anni escluso dal catechismo perché disabile

Anna Ammanniti
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E’ successo un paio di settimane fa, una storia assurda che ha visto come protagonista un bambino di 9 anni e la sua famiglia.

Luca ha 9 anni, è un bambino con la distrofia muscolare, impossibilitato a camminare, ma con l’amore e l’impegno della famiglia riesce a condurre una vita normale. Va a scuola, ha degli amici, va al cinema e l’età giusta per fare la Prima Comunione. Così i genitori decidono di iscriverlo al catechismo, si presentano in parrocchia e qui le parole del sacerdote gelano mamma e papà di Luca. In modo offensivo il religioso afferma che non può accettare il bimbo al corso perché disabile. È la stessa mamma Pia che racconta la triste vicenda sui social: “Mi sento svuotata, colpita nel profondo ed ho bisogno di raccontare la mia brutta esperienza a qualcuno che possa capire il senso del mio vuoto. Mio figlio, Luca ha 9 anni, e nonostante lui non possa camminare, perché la distrofia  muscolare non glielo  consente, è  un bambino che conduce una vita normale: va a scuola, ha tanti amici, esce, va al cinema. Luca è un bambino perfettamente inserito nella società e fa tutto in maniera autonoma spostandosi con la sua carrozzina. Oggi eravamo pronti per iniziare  le lezioni di catechismo e ci siamo quindi presentati in parrocchia, a Roma,  per l’iscrizione ai corsi. Ma, con nostro grande sgomento, il  sacerdote, invece di accoglierci come tutti gli altri, ci ha letteralmente buttati fuori. Il sacerdote ci ha chiaramente  detto, utilizzando un linguaggio offensivo,  che Luca non poteva iscriversi in quanto disabile e che ciò avrebbe  comportato per loro una responsabilità che non  potevano assumersi, aggiungendo che  la chiesa non è  un centro di riabilitazione,  né un “parcheggio” per bambini con disabilità,  per le mamme che cercano un ora di svago. Io e Luca ci siamo sentiti male … Noi oggi siamo stati mortificati e feriti da chi dell’accoglienza e l’inclusione dovrebbe farne una missione, ma noi cercheremo di superare anche questo. Vorrei solo che si sappia che ci sono purtroppo in giro anche preti che indossano una tonaca senza  avere un anima.” La chiesa è un luogo che dovrebbe rappresentare inclusione e solidarietà, le parole pronunciate da chi dovrebbe insegnare amore sono una ferita profonda. Fortunatamente però ci sono tanti altri sacerdoti che si schierano dalla parte delle persone con disabilità. (foto del web) Anna Ammanniti      
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