Focus – Coronavirus: un virus padano, lontano da quello cinese dei pipistrelli

Anna Ammanniti
3 MIn Lettura
(di Anna Ammanniti) L’ equipe del laboratorio dell’Ospedale Sacco di Milano ha isolato un nuovo ceppo del Covid – 19 detto “italiano”

Questo Coronavirus “italiano” sembrerebbe non avere nulla a che vedere con quello cinese proveniente dai pipistrelli. Un virus nato in Lombardia diverso da quello di Wuhan. Questo è ciò che sembrerebbe essere emerso dagli studi dei biologi ed è il presidente dell’Ordine dei Biologi italiani Vincenzo D’Anna ad avanzare l’ipotesi. “Ma quale Cina, il Coronavirus è padano!” Un virus tutto padano, che si trova negli animali allevati nelle terre super concimate con i fanghi industriali del Nord e i rifiuti industriali. Questo spiegherebbe anche perché il Coronavirus “nostrano” latita nelle altre regioni italiane. Quindi in corso ci sarebbero due virus, quello made in China che ha una diffusione lenta attraverso i viaggi e gli spostamenti degli infettati e quello locale. Il Coronavirus italiano sembrerebbe essere un virus poco più che para-influenzale, di nessuna nocività mortale, se non per la parte “a rischio” della popolazione. Nel resto d’Europa il virus non si trova perché si ritiene inutile cercarlo. Il presidente D’Anna ha criticato la gestione pubblica della vicenda, considerandola “una delle più grandi cantonate che la politica italiana ha preso, nel solco di quella approssimazione che la caratterizza tutti i giorni. Ne escono male le istituzioni sanitarie statali troppi asservite al conformismo, il silenzio di migliaia di scienziati, ricercatori ed accademici. Bisognerebbe parlare alla gente in maniera meno catastrofica e più pacatamente. Il panico è peggiore della malattia. Cominciamo a chiamare le cose col proprio nome. Lasciamo stare la Cina. Lasciamo stare le smanie di mettere in quarantena migliaia e migliaia di persone, bisogna mettere in quarantena solo coloro per i quali esista un fondato sospetto di contagio. E si tratta comunque sempre del contagio di un virus influenzale. Un virus che ha una mortalità che è ancora più bassa di un virus influenzale. La Borsa l’altro giorno ha bruciato circa quaranta miliardi di euro”. Ovviamente fino a quando non ci saranno risultati di laboratorio quella del presidente D’Anna resta solo un’ipotesi. il dott. Vincenzo D’Anna si aspetta che gli scienziati comincino a parlare. “Molti hanno paura di essere aggrediti, di essere tacciati come superficiali, perché le brutte notizie sono sempre più gradite delle buone notizie. Mi auguro e spero che questa frenesia finisca, che la gente cominci a rendersi conto che contrarre il Coronavirus è come contrarre un virus influenzale. In Europa non ci sono molti contagiati  perché molte nazioni il virus non lo cercano”. Anna Ammanniti          
Condividi questo articolo
Nessun commento