Anagni – Marangoni: al posto del nerofumo, il blackjack

Ettore Cesaritti
2 MIn Lettura
Il nerofumo è una sostanza utilizzata nella costruzione di pneumatici, blackjack è un gioco d’azzardo di carte che si svolge tra il banco, rappresentato dal casinò, e i giocatori.

Nei giorni scorsi un professionista, a nome di un non identificato gruppo d’affari, avrebbe contattato l’ufficio urbanistica del comune di Anagni per chiedere lumi sulla possibilità di aprire un casinò, casa da gioco e ristorante, nei locali dell’ex stabilimento di produzione pneumatici lungo la Via Anticolana. Voci accreditate davano per probabile la mutazione di intenzioni da parte della società di Rovereto rispetto al termocombustore, impianto al centro dell’attenzione per le polemiche politiche ed ambientali dei giorni scorsi, riferendo la possibilità di trattare pneumatici fuori uso evitandone la combustione; i rappresentanti della Marangoni non commentano. La proposta di aprire una casa da gioco di livello non è nuova; l’ipotesi venne formulata dal senatore Romano Misserville negli anni ottanta, indicando Fiuggi come sede ideale. Guarda caso, lo stesso Misserville fu protagonista di una eclatante protesta contro l’inquinamento della Valle del Sacco: il noto penalista si presentò in senato calzando una maschera antigas, erano i tempi del governo Goria. E Fiuggi, già anni addietro, sembrava fosse stata scelta per il grosso business dalla criminalità in doppio petto. Salvatore Lucania, Lucky Luciano presidente dei padrini, soggiornò a Fiuggi all’inizio degli anni sessanta; oltre ad occuparsi di sanità (era in procinto di acquistare il Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina quando morì per infarto all’aeroporto di Capodichino, gennaio 1962), era interessato al gioco d’azzardo. Giova ricordare che Luciano, il quale trattò alla pari con il presidente Roosevelt per organizzare lo sbarco in Sicilia propedeutico all’operazione Normandia ed alla liberazione d’Europa, fu tra i realizzatori dell’Hotel Flamingo, il casinò celebrato nel film Bugsy con Warren Beatty, il quale impersona il fiduciario della mafia eliminato per sospetta infedeltà. Un intreccio di cronaca e letteratura che potrebbe portare vantaggi al territorio, mettendo la parola fine ai ricorsi al Tar ed alle proteste sindacali. Jackal
Condividi questo articolo
Nessun commento