Cerveteri insieme a Santa Marinella è Città della Cultura del Lazio 2020. Anagni resta ancora una volta fuori dalla prestigiosa vetrina.
La città dei papi neanche quest’anno è riuscita ad affermarsi nel mondo della cultura, nonostante storia e bellezze da far invidia, non ha superato neanche la fase preliminare. La politica culturale anagnina, come evidenzia il consigliere comunale di minoranza Nello Di Giulio con il suo gruppo politico Anagni cambia Anagni, si basa sull’improvvisazione. Di seguito la nota stampa: “Città della Cultura del Lazio 2020: ancora una volta Anagni resta al palo. Il progetto presentato dalla Giunta Natalia non arriva neanche alla fase finale della selezione che ha visto aggiudicataria la città di Cerveteri -capofila dei comuni di Santa Marinella, Tolfa ed Allumiere- ed in corsa finale altri due raggruppamenti di comuni nel ‘Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani’ e nel ‘Sabina Gens’ del basso reatino. Anagni si presentava, come da delibera di Giunta n. 274 del 7/10 u.s., con il progetto ‘Becket 2020’ con i comuni di Acuto e di Fiuggi seppur entrambi totalmente estranei ai connotati del programma storico culturale, alla base del progetto, nel suo ruolo motore di sviluppo sociale turistico ed economico. Aver perso ancora una volta, accanto ad una dotazione di centomila euro, la privilegiata vetrina di sviluppo connessa al titolo ‘Città della Cultura’ crea certamente amarezza ma … ci può anche stare. Deludente, invece, appare l’essere stati esclusi, in un contesto di soli 23 progetti, già in fase preliminare senza poter concorrere neanche per un piazzamento di secondo o terzo posto per aspirare almeno ad un sostegno di subordine per realizzare un piano di sviluppo credibile. La politica culturale della città di Anagni si conferma, purtroppo, ancora basata più sull’improvvisazione (a suon di centinaia di migliaia di euro) che non in una visione di lungimirante e coerente programmazione. In questo caso, l’aver diluito un eccellente studio storico religioso all’interno di un progetto sconclusionato, nei soggetti e nei contenuti, non poteva reggere il confronto con progetti di sviluppo più coerenti, concreti e credibili. Già in passato abbiamo denunciato la propensione di questa amministrazione a sostituire il confronto politico e culturale in sede amministrativa con il totale ricorso a soggetti esterni abilitati esclusivamente a pratiche informative documentali con progetti spesso decontestualizzati, quando non anche figli di ‘copia incolla’ da altre realtà territoriali. Una responsabilità etica – professionale della società affidataria nella partecipazione ai ‘bandi pubblici’, ma ancor più grave appare la responsabilità di amministratori comunali che votano in sede di Giunta delibere senza leggerne i contenuti o senza alcuna capacità di esprimerne un giudizio qualitativo cogliendo almeno strafalcioni tipici di riferimenti approssimativi. Anagni città storica e di cultura, Anagni che vuole riprendere un percorso di crescita merita senz’altro molto di più!” Anna Ammanniti
