La città dei papi, un tempo nota per essere ardito laboratorio della politica, si sta rivelando culla della faciloneria e del pressapochismo, regina del caos più che degli Ernici.
Sui migranti giunti presso l’ex Convento dei Padri Vocazionisti, si sta consumando la farsa delle ipocrisie e della sudditanza. La Lega, che per bocca del vice sindaco Vittorio d’Ercole ribadisce il rispetto per le persone di ogni colore, denuncia le irregolarità formali del Cas ma c’è attesa per gli effetti sui gravi inadempimenti. Fratelli d’Italia, dopo aver massacrato Gianluigi Ferretti per la sua vicinanza alla Chiesa dei migranti, fa discorsi di comprensione e di fratellanza degni del parroco più solidale. Mentre il Partito Democratico, un tempo paladino degli oppressi, addirittura scrive al Prefetto sostenendo che Anagni non può ospitare nessuno. Sul termocombustore Marangoni, poi, si sta sfiorando il ridicolo. Dopo 20 anni di manifestazioni ed iniziative contro il “mostrocombustore”, con i politici di ogni colore e schieramento in prima fila con bandiere e mascherine, la Ugl di Gianfranco Giuliani, uno della dozzina di reduci lavoratori della SpA di Rovereto, convince i legisti seduti in Parlamento a presentare mozioni contro la Regione Lazio che bloccherebbe la riapertura del “mostro”. I cittadini, e gli elettori, sono sconcertati. Una delle domande più frequenti è “prima di aprire bocca o di scrivere, ci si collega alla memoria e ad altri organi essenziali?”. Jackal
