(di Alessandro Andrelli) Sarebbero partiti in quattro, defilati e in silenzio, mantenendo il massimo riserbo sulla meta, quasi avessero qualcosa da nascondere o custodissero un grande segreto. La strana carovana, capitanata da “uno, nessuno e centomila” De Donatis, avrebbe visto di nuovo protagoniste Maria Gabriella Paolacci, alter ego del sindaco di Sora, e la nuova “fiamma” politica Maria Paola D’Orazio che, pur continuando a sedere tra i banchi dell’opposizione, “banchetta” e “si abbraccia” (vedi foto) con la maggioranza in ogni occasione, prendendo decisioni in barba a chi da tre anni e mezzo alza in silenzio la mano in Consiglio.

Il gruppo dei tre personaggi in cerca d’autore (come Totò, Peppino e la sorella alla stazione di Milano) era completato da un povero funzionario comunale, costretto ad assecondare in silenzio le volontà del potere. Insomma un vero e proprio “viaggio della speranza“, così simile a quello (smentita a parte naturalmente –
leggi qui e
leggi qui) fatto tempo fa in Comunità Montana ad Arce.
Questa volta, però, la meta sarebbe stata Roma, precisamente la sede di
Assofarm in via Nazionale, con l’obiettivo di trasformare ad ogni costo la Farmacia Comunale, da società pubblico-privata a società in house.

Sembrerebbe che tale passo sia indispensabile per
“far fuori”, senza l’appello di una nuova gara, l’attuale farmacista e decidere ad personam il nuovo ammiraglio da mettere al timone della “nave”. A quanto si dice, il comando della nuova società sarà affidata ad una donna, molto vicina alla Paolacci e amica di vecchia data della D’Orazio. La quadra trovata sembra essere perfetta e pertanto, nella scelta, diventerebbero totalmente ininfluenti le capacità, l’empatia con la gente ed i modi di fare della prescelta. Sono differenti le cose che contano, altro che amore ed interesse per Sora!!!
Soltanto
paroloni altisonanti che riempiono la bocca perché non ci si cura proprio di cosa sia meglio per la città. Ai componenti di maggioranza del consiglio comunale sarebbe riservato soltanto il compito di alzare la mano e dire signorsì perché, di fatto, tutto sarebbe già deciso.
Allora diventa assolutamente vietato far sapere che
tantissime farmacie comunali in house del territorio sono in perdita e che il Comune dovrebbe tirar fuori tanti soldi, sia per effettuare questa trasformazione sia per acquistare in seguito medicine e materiali necessari al normale andamento della Farmacia. Insomma inquadrando oggettivamente la situazione, tutto lascerebbe pensare che l’inciucio c’è e che é anche camuffato male. Poi, che non ci fosse mai stata dignità politica è cosa nota da tempo. Ricordiamo il patetico
giro delle sette chiese di De Donatis (
leggi qui). Pensiamo alla
carica di assessore al Bilancio ricoperta dalla Paolacci senza avere alle spalle né un gruppo politico che la sostiene né alcun consenso popolare. Consideriamo la D’Orazio, candidata prima con Casinelli e poi berlusconiana sfegatata, che dopo anni di attiva militanza a destra oggi è schierata (incredibile ma vero!!!) tra le file del PD (forse solo perché amica di Astorre?).
Per non parlare del suo
rimanere seduta in minoranza nonostante il ruolo sempre più predominante in maggioranza, il tutto senza rispetto alcuno per gli elettori. E non iniziasse di nuovo a raccontare ai sorani di star agendo per il bene della città, perché proprio non ci crede più nessuno. Né tantomeno si prodigasse in comunicati stampa rivisti e corretti, da chi è assunto e pagato come staff del sindaco
(vedi foto a destra).

Sicuramente può decidere di andare dove soffia il vento perseguendo suoi obiettivi, ma non ci si prodigasse a dire di fare ciò perché ha a cuore la città. Sora ha bisogno di ben altro!!! Siamo certi che il piano ideato dalle due first lady, se non sarà bloccato, porterà a chiudere i battenti della Farmacia comunale dopo aver causato ai sorani altri ingenti danni economici che, di fatto, saranno l’unica costante per cui si ricorderà per sempre il governo De Donatis.
Alessandro Andrelli