Anagni – Nello Di Giulio dopo il Consiglio comunale invoca un cambio di metodo, deleghe o uomini

Anna Ammanniti
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Questa mattina si è svolto il Consiglio comunale e il consigliere di minoranza Nello Di Giulio (Anagni cambia Anagni) lo commenta come una seduta consiliare pessima, la peggiore di tutti i quindici mesi dell’amministrazione.

“Un’amministrazione comunale così sorda e approssimativa è certamente da primato. E non ci fa piacere a noi di “Anagni cambia Anagni”, non ci fa piacere per i nostri concittadini. Oggi, in consiglio comunale, è andata in scena la fotocopia peggiore di filmati già visti in questi 15 mesi di amministrazione del Sindaco Natalia. Oltre l’insediamento del nuovo consigliere e del nuovo assessore all’industria, project financing, edilizia scolastica e rapporti con il gestore Acea nella persona della consigliera Cicconi, l’ordine del giorno prevedeva l’approvazione del bilancio consolidato 2018. Due società, SAF (Servizio Ambiente Frosinone) e Consorzio ASI, che, per quota di partecipazione, fondono il loro bilancio in quello del Comune di Anagni. Dati di bilancio, risultati operativi, politiche finanziarie, piani industriali, ecc.,  dovrebbero esser finalizzati in SAF al raggiungimento  del miglior servizio nel ritiro e lavorazione dei rifiuti come, in ASI,  al più efficace sviluppo della nostra area industriale senza dimenticarne, semmai, quell’indispensabile depuratore assalito dal degrado ed ancora rimasto inattivo.  Eppure, su questi ed altri temi, si è registrato un vuoto informativo assoluto nella relazione dell’assessore al bilancio e nell’intervento del Sindaco tutto teso, questi, a difendere capacità e risultati dei suoi amministratori che ciascun cittadino fa fatica solo anche ad immaginare. Una concezione della democrazia rappresentativa che esclude di fatto il confronto ritenendo che le “capacità nel fare” siano state a ciascuno attribuite con l’appartenenza all’aggregazione della maggioranza risultata vincente. Un’incommentabile sciocchezza che fa male alla città, che mortifica il ruolo del consiglio comunale, che impedisce di fare analisi di limiti oggettivi e di raccogliere i migliori contributi da ruoli di minoranza, come anche dal resto della città. Non è un caso, forse, che nessuna delle domande poste in sede di consiglio alla neo assessora all’industria o all’assessore al bilancio abbia trovato risposta in sede consiliare.Ci capita leggere che qualcuno comincia a pensare che il consiglio vero venga espletato tutto in famiglia sul viale Regina Margherita o giù di lì. Se da mesi in tanti invocano un “cambio di passo” stamane è apparso evidente che c’è da aggiungere un “cambio di metodo”, quando non anche un “cambio di deleghe o di uomini”. Anagni ha diritto a riprendere una direzione di crescita e non restare ancora prigioniera di mediocrità e sabbie mobili.”
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