Nella mattinata di oggi, giovedì 5 settembre, alle ore 11:00, presso il Castello Ladislao sede della Fondazione “Umberto Mastroianni”, si darà avvio alla IX edizione della “Scuola Estiva Arpinate”, un prestigioso evento culturale dedicato agli studenti universitari che proseguirà nella giornata di venerdì e sabato 7 settembre: una importante occasione per approfondire tematiche sociali nell’ottica del diritto giurisprudenziale. L’iniziativa è promossa dalla Facoltà di giurisprudenza “Niccolò Cusano” dell’Università di Roma, in collaborazione con gli atenei di Cassino e Trieste, la “Magna Graecia” di Catanzaro e la “Carlos III” di Madrid.
Ogni anno, con particolare premura, vengono selezionati argomenti di discussione sempre diversi: per questo nuovo appuntamento, docenti universitari giungono da tutta Italia e dall’Europa per approfondire il dibattito del “finis vitae”, concentrando l’attenzione sull’autonomia individuale e sulla “padronanza” della propria vita nella fase finale dell’esistenza, quando questa viene irrimediabilmente pregiudicata da malattie gravi, croniche, degenerative, la perdita irreversibile della mobilità e/o della coscienza. Con il coordinamento del prof. Enrico Ferri, filosofo del diritto, e del costituzionalista prof. Giovanni D’Alessandro, le lezioni verranno tenute da docenti di autorevoli università internazionali. Stamane, alle ore 11:00, apre la conferenza tenuta da Giuseppe Cricenti, magistrato della Suprema Corte di Cassazione, dal titolo “Disponibilità o Indisponibilità del Bene Vita?”. Cricenti pone un interessante spunto per un’attenta riflessione «E’ necessario stabilire se l’autonomia consista in una mera facoltà di scelta, ed allora sarebbe autonoma la scelta di rifiutare le trasfusioni dei Testimoni di Geova, oppure se tale scelta debba essere di tipo razionale per la salvaguardia della vita stessa, ed in tal caso escluderebbe questa forma di autonomia». Per il prof. David Mc Lennan, dell’Università di Canterbury, «Si tratta di stabilire se la vita appartenga solo all’individuo e se questo ne possa disporre liberamente, fino a privarsene, ed a quali condizioni gli sia riconosciuto tale diritto». Dall’Università di Madrid il prof. Javier Ansuategui «L’autonomia individuale è espressione della dignità umana mentre, quando si impongono scelte collettive si può cadere nell’ideologia». Considerazioni che riportano alla memoria il caso di DJ Fabo: Fabiano Antoniani ebbe un incidente stradale nella notte del 12 giugno 2014 che lo rese cieco e tetraplegico; morto con il suicidio assistito nella clinica “Dignitas”, in Svizzera, il 27 febbraio 2017 per sua stessa decisione. «Non è più vita questa» continuava a ribadire. In Italia ancora non si è legiferato in merito al “fine vita”: tra il punto di vista laico e quello religioso c’è un’evidente spaccatura che sembrerebbe frenare un doveroso provvedimento di legge, legittimato anzitutto dall’etica morale. Sara Pacitto
