In relazione all’articolo pubblicato (clicca qui) sulle comunità montane e sulla XVI CM Monti Ausoni invio un breve articolo di risposta da parte di Augusto Carè, presidente XVI Comunità Montana Monti Ausoni di Pico.
“Il consigliere di minoranza, oltre a confermare un suo personale accanimento, forse dettato da tossine elettorali non ancora ben smaltite, cerca maldestramente di crearsi un suo spazio di pubblicità, toccando temi tra i più svariati, che nulla hanno a che fare con i veri interessi e problemi di un piccolo paese come il nostro. In questo si evidenzia la querelle regionale che vorrebbe innescare sulla questione delle nomine dei commissari da parte della Regione Lazio, nelle figure dei presidenti, cosa ampiamente annunciata da questa primavera, non una stranezza estiva o zingarata; potremmo, invece, dire che finalmente la Regione, come annunciato, va a chiudere i vecchi enti montani e a riordinarli con nuove unioni dei comuni, accelerandone il processo. Preme puntualizzare che non si tratta di enti in fallimento, bisognosi di commissari liquidatori con possibili questioni di incompatibilità, ma enti in cui occorrono operazioni di determinazione, non difficili, di beni, crediti e debiti, cause pendenti e risorse umane. Con provvedimenti analoghi la cosa è stata già fatta da altre regioni italiane per altri ambiti, con nomina di presidenti come commissari, quindi nessuna stranezza o ventilata violazione del diritto. A questo proposito avevo già illustrato l’ottima salute di cui gode il nostro ente, capace di restituire risorse ai comuni per interventi sulle strade, sicurezza, protezione civile, mobilità e turismo, dei quali daremo prossima notizia. Puntualizzo, fin da ora, che la XVI Comunità Montana non lascerà alcun problema finanziario di debito, cosa unica ed eccezionale tra tanti enti in disfacimento, passati e presenti, con gravi problematiche da risolvere; questo sì che interessa e ricade veramente sulla nostra popolazione e dovrebbe essere motivo di plauso. Altrettanto pretestuosa è la questione della decadenza del consiglio, che non ha mai avuto problemi di riconferma da sempre e che opera da alcuni anni in una fase transitoria di passaggio che doveva essere più breve ma, come ripeto, non per colpa nostra, si è protratta giungendo solo ora alla sua conclusione. In merito alla nota sulle indennità od altro, personalmente, e più di tutti in assoluto nel mio comune ed alla comunità montana, ho dato prova di rinunciare da decenni, con comunicazioni e delibere, a gran parte di queste indennità, permettendo risparmi di migliaia di euro alla XVI Comunità Montana ed al Comune di Falvaterra, a testimonianza della correttezza ed onestà con cui si opera nell’interesse del territorio. E’ evidente e chiaro ormai a tutti che questo morboso e rinnovato interesse per gli enti montani rinasce oggi principalmente per queste indennità dei commissari e non per altre questioni alle quali ingannevolmente si vuol far credere. Per chiudere spero che si discuta prossimamente su qualche proposta seria, che sia nella direzione di crescita e di interesse reale per il nostro paese, senza continuare sulla strada del dissenso e della denuncia pretestuosa, se non per meri fini personali e propagandistici; la campagna elettorale, ricordo ancora, è finita da tempo, si pensi ad altro in maniera più costruttiva se veramente si vuole bene al proprio paese”. (fonte: Comunicato Stampa)
