ESCLUSIVA Anagni – Emanuela, disabile umiliata sul pullman

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Emanuela è una donna che viaggia tutti i giorni per lavoro da Acuto ad Anagni. Prende l’autobus sia andata che ritorno. Sono anni che compie la stessa tratta. Lei è una donna forte, orgogliosa, la sua dignità non si piega davanti a nulla.

Venerdì mattina, come tutte le mattine, alle ore 7.10, puntuale aspetta il pullman. Arriva il Cotral della tratta Genazzano – Frosinone che fa tappa ad Anagni. Emanuela si siede agli ultimi posti, perché sa che si sale dallo sportello davanti e si scende da dietro. Lei, nei suoi viaggi cerca sempre di sedersi vicino al campanello, con il quale chiederà la sua fermata. Questa volta però il mezzo deve essere proprio uno di quelli più vecchiotti, con le mani cerca invano quel pulsante tondo e liscio ma dopo svariati minuti di ricerca, si arrende: non c’è. Nei mezzi nuovi il campanello è messo in basso. Allora preoccupata riconoscendo la strada attraverso i rumori, ad un certo punto chiede all’autista di fermarsi alla prossima. L’autista non sente, il pullman non doveva essere tanto pieno: le scuole sono chiuse. C’erano voci di alcuni ragazzini seduti poco avanti a lei e un uomo vicino l’autista, avevano fatto tutto il viaggio parlando fitto fitto: uomo e autista. Emanuela alza la voce e chiede ancora se può farla scendere alla prossima fermata. L’autista stavolta la sente: “Devi suonare il campanello!”  La donna risponde: “Non lo trovo!” E l’autista ancora più irritato le urla: “Ma che non lo vedi è lì sopra!” Emanuela sconcertata risponde: “No non lo vedo.” Emanuela è ipovedente, non chiede aiuto a nessuno perché è orgogliosa ed è in grado di farcela da sola. A quel punto l’autista ancora più chiuso nella sua ignoranza chiede all’uomo con il quale aveva chiacchierato tutto il viaggio (ma una volta non era vietato parlare con l’autista, per non distrarlo nella guida?) di andare a suonare  il campanello, per farle vedere che c’è. L’uomo suona il campanello e si rivolge urlando ad Emanuela: “Lo vedi che c’è? Lo vedi?” Emanuela sconfortata risponde: “No non lo vedo! Io non vedo!” A quel punto sono stati tutti zitti e la donna ha iniziato ad urlare: “Basterebbe così poco! Se non lo vedo, capisci che non posso vederlo!Emanuela si è sentita umiliata, è delusa e arrabbiata. “Conoscendo le regole attuate dal Cotral di scendere dietro e salire davanti, mi siedo sempre al penultimo posto, sapendo che sopra al sedile in alto c’è il campanello, avendo i miei problemi di vista, cerco sempre delle scappatoie, cerco sempre di organizzarmi, per non avere ne sconti né favoritismi vari, perché è giusto che sia così. Se la Cotral ci manda bus da rottamare dove trovi solo cerotti al posto dei campanelli, è colpa mia? Io non sopporto più queste continue umiliazioni! La disabilità in Italia viene vista sempre come un problema, i disabili sono quelli che rubano lo Stato! Eh no, non ci sto! Ora basta! Ora basta doversi ogni volta giustificare e dire SONO Così SONO colà!! È soltanto una questione di educazione e rispetto! L’autista ha lasciato a piedi, a due km di distanza anche una ragazza per lo stesso motivo, perché non ha suonato! La ragazza non riusciva ad arrivare al campanello perché troppo in alto, ha chiesto la fermata a voce e l’autista NON si è fermato! Povera Italia sempre peggio! Ho subito un’umiliazione non indifferente! È stato sconcertante dover dire che non vedevo. Ho cercato di chiamare tutti i depositi per denunciare la cosa, ho telefonato dalla mattina alle 8 fino alle 14, tutti i centralini della provincia di Frosinone e a Roma, senza nessuna risposta! Se sbatto e cado mi rialzo, sono indipendente e ogni sacrosanta mattina con abbonamento alla mano e senza sconti prendo il pullman, senza chiedere aiuto a nessuno. Mi vedono sola e quindi pensano che io non abbia nessun problema. Indosso occhiali scuri per la luce e il sole, mi dà tanto fastidio. Se non chiedi aiuto, la gente pensa che allora stiamo tutti a rubare lo Stato!!! Che siamo tutti falsi invalidi!” Emanuela chiude il racconto ringraziando la nostra redazione per averle dato modo di raccontare la triste vicenda di venerdì mattina: “Grazie ancora per tutti i disabili, gli anziani e ragazzi che ogni giorno si trovano nella mia stessa situazione!” Come sempre Tg24 si renderà disponibile per ogni tipo di rettifica, replica o ulteriore chiarimento sulla vicenda. Anna Ammanniti
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