La prospettiva di poter accogliere, entro il 2035, oltre 300 milioni di passeggeri, impone una programmazione seria e severa nel trasporto aereo. E Demetra anticipa tutti.
Il Centro Studi Demetra, un faro luminoso nell’insidioso mare del trasporto aereo, si conferma all’avanguardia sia nell’analisi del momento che nelle previsioni. La presidenza del Dott. Pierluigi Di Palma precisa le linee guida per un settore vitale, e l’incontro dello scorso 3 luglio è stato un ulteriore successo. L’avv. Emanuela Lanzi: “L’appuntamento annuale del Centro Studi, giunto ormai alla XIII edizione, vuole dare vita ad un’importante riflessione sul processo di liberalizzazione e privatizzazione del trasporto aereo avviato in Europa a partire dagli anni ’80; processo che ha determinato un’accelerazione esponenziale della mobilità aerea, ponendosi come condizione essenziale per garantire il pieno esplicarsi del diritto alla circolazione di persone e beni nel territorio di ogni Stato membro, così intercettando le sempre maggiori esigenze dei cittadini di viaggiare senza limitazioni in un contesto territoriale: l’Europa; che non solo geograficamente ma anche culturalmente, oggi, rappresenta l’identità nazionale, quanto meno, delle nuove generazioni. In Italia, nel 2018, il settore ha movimentato complessivamente 185 milioni di passeggeri, registrando un incremento del 5,9% rispetto al 2017, con un tasso di crescita superiore rispetto a quello europeo. Infatti, il consistente aumento dei collegamenti aerei continentali con la saturazione dei cieli e delle infrastrutture, anche in ragione di problematiche di carattere ambientale, spinge i voli verso l’Italia con stime prudenziali che prevedono per il nostro Paese, nel 2035, il raggiungimento di almeno 300 milioni di passeggeri. Sicché, è necessario che l’autorità politica, i referenti istituzionali e gli operatori condividano strategie di lungo periodo volte ad affrontare i previsti nuovi volumi di traffico aereo per il necessario ammodernamento degli scali, adottando, nell’immediato, puntuali valutazioni di risk assessment con la contestuale introduzione di misure operative in grado di consentire, ai nostri aeroporti, la possibilità di gestire, in sicurezza, la crescente domanda di collegamenti aerei, senza subire limitazioni per la possibile saturazione della capacità aeroportuale. Nel delineato contesto appare, dunque, di fondamentale importanza definire un livello di capacità “ottimale” dei singoli aeroporti con sempre maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale ove integrazione, standardizzazione e interoperabilità dei processi siano alla base dei cambiamenti operativi e tecnologici, rendendo, così, gli scali in grado di rispondere efficacemente alle richieste del mercato crescente”. Jackal
