(di Anna Ammanniti) Che cosa sono le PM10 e perché destano preoccupazione? Sono le polveri fini, delle particelle inquinanti presenti nell’aria che respiriamo. Il particolato fine è pericoloso perché si insidia nell’organismo umano attaccando il sistema respiratorio, arrivando fino ai bronchi e alveoli. L’impatto sulla salute si manifesta con una maggiore incidenza dei tumori.

Nell’incontro di questa mattina, si è parlato di questa problematica. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone Provincia, patrocinato dal Comune di Anagni. Dalle ore 10 presso la Biblioteca Comunale si è svolto l’importante convegno legato all’inquietante
problematica dell’inquinamento dell’aria, nel contesto si è annunciata l’installazione delle centraline di monitoraggio da parte del Comune. Ha aperto il convegno il dott.
Antonio Necci, che ha lavorato laboriosamente alla realizzazione del progetto e dopo mesi finalmente se ne è giunti alla materializzazione grazie all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Daniele Natalia. Le centraline sono state un regalo che l’amministrazione ha fatto alla città, il procedimento è stato avviato dall’architetto
Vincenzo Maia dell’Ufficio Ambiente, che seguirà lo svolgimento di tutte le attività previste in contratto. Hanno partecipato al convegno il primo cittadino Daniele Natalia, l’assessore all’Ambiente Vittorio D’Ercole, il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, presenti numerosi cittadini e rappresentanti di associazioni e l’
Accademia Kronos delle guardie zoofile ambientali. Gli interventi sono stati a cura del dott. Giovambattista Martino coordinatore dell’Associazione Medici, dell’avv. Lorenzo Santovincenzo dell’ass. Civis Ferentino, della dott.ssa Cristina Volponi cardiologa dell’Ospedale di Frosinone e della dott.ssa Teresa Petricca pneumologo dello Spaziani del capoluogo.
Ad aprire il meeting
Antonio Necci che ha lavorato al progetto per un anno, in sinergia con l’amministrazione comunale e a breve le centraline verranno installate. I quindici dispositivi di monitoraggio verranno posizionati nel centro urbano e in tutta la periferia, permetteranno la rilevazione delle polveri sottili, dalle PM 10 fino a quelle più pericolose, comunicando in tempo reale problemi oltre la soglia. Il dott. Necci ha spiegato che Anagni grazie a queste centraline innovative, diventerà comune capofila della provincia di Frosinone. Si tratta infatti di un dispositivo innovativo, molto diverso dalle classiche centraline utilizzate da Arpa Lazio. I saluti del padrone di casa, il sindaco
Daniele Natalia, che ha rimarcato quanto sia importante la sinergia tra politica e cittadini, evidenziando che non esiste chi è contro alle problematiche ambientali, non vi è colore politico per la salute. Ha subito appoggiato il progetto del dott. Necci, perché su queste problematiche si è tutti dalla stessa parte. L’assessore all’Ambiente
Vittorio D’Ercole soddisfatto della realizzazione del progetto, che ha assicurato partirà a breve e ogni cittadino potrà verificare sull’apposita applicazione, le sostanze che verranno percepite dalle centraline. Il sindaco
Nicola Ottaviani è stato uno dei primi in provincia a dare fiducia all’associazione dei Medici. A Frosinone le centraline sono in funzione da diverso tempo. L’avv. Ottaviani ha spiegato quanto sia importante comprendere da questi dispositivi l’origine delle polveri sottili.
Il dott.
Giovambattista Martino ha relazionato sull’aspetto scientifico delle PM, spiegando che le polveri sottili più sono piccole e più sono dannose per l’uomo. La provincia di Frosinone è costantemente ai primi posti in classifica in tutta Italia e forse anche in Europa, per l’inquinamento dell’aria. Gli studi internazionali hanno dimostrato quanto le polveri incidano sulle malattie che portano alla morte, è importante intervenire sull’inquinamento dell’aria, per fare prevenzione. Il dott. Martino ha spiegato il disagio professionale di loro medici davanti a tante patologie che non dovrebbero esserci. Le famose particelle di polvere le PM più sono piccole e più fanno male, arrivano nei centri nobili dell’organismo determinando malattie gravi. Le centraline dell’Arpa misurano le polveri facendo una media nelle 24 ore, le centraline innovative che verranno installate ad Anagni nei prossimi giorni, funzionano h24, mandano un segnale ogni 3 minuti. Da queste saranno estrapolati i dati, un mezzo di conoscenza importante per affrontare le problematiche, il dott. Martino ha parlato di una vera e propria avanguardia scientifica che permetterà ai medici di studiare e capire il perché si è arrivati a certi livelli di inquinamento. I dati finiscono in una piattaforma gestita dai medici. Il dott. Martino ha spiegato come le polveri PM2,5 sono quelle più pericolose, definendolo particelle malvagie e ad Anagni saranno finalmente monitorate.

L’avv.
Lorenzo Santovincenzo ha relazionato sulla normativa europea e nazionale che regola il problema inquinamento dell’aria e sulle cause dell’inquinamento e sulla normativa della Regione Lazio, che solo a luglio del 2018 ha avviato la Valutazione di Impatto Ambientale (VAS) per l’aggiornamento del Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria.

Dal rapporto preliminare del VAS la criticità presente nella Valle del Sacco è legata all’elevato numero di superamenti del valore limite stabilito dalla Norma per la concentrazione media giornaliera di PM10, ma va sottolineato che anche la frazione più fine di particolato, il PM2.5, costituisca un problema per questa zona. La maggior causa inquinamento aria è collegata alle emissioni derivanti dal riscaldamento degli edifici pubblici e privati, soprattutto quando lo si realizza con la combustione della biomassa. A queste emissioni prevalentemente invernali agiscono negativamente anche altre tipologie di emissioni come quelle industriali e stradali, sostanzialmente costanti tutto l’anno. Le dottoresse
Cristina Volponi e
Teresa Petricca hanno spiegato come puntualmente le polveri sottili attaccano l’organismo causando le terribili malattie.
Anna Ammanniti